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Turchia. Dai flauti dolci agli affari Offshore
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Articolo di Redazione
17 novembre 2017 10:48
 
I turchi nullatenenti sono sollecitati dal governo a consumare “prodotti nazionali”. Quello che i potenti fanno coi loro soldi, lo rivelano le fughe di informazioni.
Alla scuola elementare ho suonato il flauto dolce. Adesso vengo a sapere che, soffiando nello strumento e coprendo i suoi fori, ho favorito, senza saperlo, un grande scenario imperialistico. Questo scenario lo ha svelato la settimana scorsa Bilal Erdogan, il figlio del presidente. All’inaugurazione dell’Istituto per gli studi di tiro con l’arco, ha dichiarato: “Coloro che non sono riusciti a occupare e tenere Istanbul, hanno tenuto il popolo prigioniero con musica, cibi, abiti e stile di vita”. A mo’ di esempio egli ha citato il fatto che negli anni di fondazione della repubblica, nelle scuole venivano insegnati, per la musica, il flauto dolce e, per lo sport, la ginnastica ritmica. Ha lodato coloro che insegnano ai propri figli a tirare con l’arco. “Essi ricreano la memoria (nazionale) cancellata”.
Queste parole le ha pronunciate in giacca e cravatta. Da non dimenticare che Bilal Erdogan, che qui annunciava la lotta all’”imperialismo culturale dell’Occidente”, ha studiato negli Stati Uniti, a Harvard e ha lavorato alla Banca Mondiale, che il premier italiano Berlusconi fu suo testimone di nozze e che a Bologna sono state avviate a suo carico indagini per riciclaggio di denaro.
Questa ipocrisia la vediamo a tutti i livelli del governo. L’esempio più recente è quello del premier Binali Yildirim. Erdogan aveva anche sollecitato i suoi seguaci nullatenenti a cambiare i dollari in loro possesso e a comportarsi “in modo nazionalistico e patriottico”. I nomi dei figli del primo ministro Yildirim, nel frattempo, si trovano nei “Paradise Paper”, la fuga di informazioni resa nota lo scorso fine settimana. Nei 13,4 milioni di documenti vi sono informazioni su cinque compagnie armatoriali di Malta che appartengono a Erkam e Bülen Yildirim. In precedenza Erkam Yildirim era stato fotografato al tavolo da gioco nel Casinò di un albergo di lusso di Singapore. E noi saremmo tenuti anche a rivelare che un partner di affari dei figli di Yildirim si è aggiudicato gare d’appalto del ministero dei Trasporti che prima era diretto da Binali Yildirim.
Chi promette ai musulmani il paradiso nell’aldilà, si è già riservato posti nel paradiso fiscale dell’aldiquà. Ciò praticamente non interessa ai seguaci che neppure protestano. Che ciò dipenda dal fatto che la loro attenzione è stata pilotata su temi quali flauti dolci, ginnastica ritmica e sport nazionale di tiro con l’arco?

(articolo di Can Dündar, pubblicato su Die Zeit numero 46/2017 del’ 8 novembre 2017)

 
 
 
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