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Viaggio nel Paese piu’ felice del mondo
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Articolo di Redazione
23 marzo 2018 15:01
 
 Tra i fattori importanti per guadagnare il primo posto nella classifica annuale della felicita’ delle Nazioni Unite -posizione guadagnata quest’anno dalla Finlandia- c’e’ quello di essere un Paese in cui sono pochissime le diseguaglianze, di essere libero, di non avere corruzione e di erogare molti aiuti sociali. Il benessere e’ anche importante e per questo, l’architettura che ci circonda e’ fondamentale. L’architetto finlandese Alvar Aalto (1898-1976) è noto per essere sfuggito al freddo imposto dalla modernità integrando la natura (neve, tronchi d'albero o forme di laghi) e materiali indigeni nelle sue opere. "L'obiettivo della nostra professione è di rendere un po' più felice il piccolo uomo comune, offrendogli un mezzo che si adatta ai suoi bisogni e non lo renda schiavo sotto la pressione coercitiva della standardizzazione", scrisse nel 1955.
La casa-studio di Aalto (nel quartiere di Munkkiniemi, a 30 minuti di autobus o tram dal centro di Helsinki) e’ un buon esempio in merito. Essendo architetto inun'antica fattoria finlandese, Aalto gioca qui con un audace mix di materiali che lo caratterizzano, creando un dialogo tra l'esterno dell'edificio e l'interno. Per l'area destinata allo studio, usava i muri dipinti di bianco e per l’area dell'abitazione usava, per la prima volta, sottili doghe verticali di legno tinte di nero, una risorsa che sarebbe poi diventata uno dei tratti distintivi della sua architettura.
La filosofia architettonica di Aalto ci porta anche nel cuore di Helsinki, dove si trova il Finlandia Hall (1971), uno spazio per concerti, congressi ed eventi, forse l'edificio più emblematico dell'architetto, non solo per le dimensioni e la qualità dei suoi materiali, ma per l'importanza che questo complesso ha avuto nella pianificazione della capitale finlandese. Una raccomandazione: sentire, camminare, percepire l'edificio come se fosse un organismo vivente. A mezz'ora di cammino da questa enorme massa bianca ricoperta di marmo di Carrara, che si fonde con la neve in inverno, accanto al vecchio mercato, la bellissima cattedrale ortodossa e la statua di Havis Amanda, sono anche la sede della Stora Enso progettata da Alvar Aalto. Sono facili da identificare perché anche questi sono ricoperti di marmo bianco.
E poiché sono vicina, colgo l'occasione per visitare una delle zone più divertenti di Helsinki: la cosiddetta Piazza del Mercato, nel porto, di fronte al molo dei traghetti. Oltre a un display colorato di frutti di bosco o bacche (mirtillo, mora, mirtilli di ogni tipo incluso quello rosso e altri intraducibili come blackberry, bilberry, crowberry, lingonberry, cloud­berry, raspberry, cranberry ….), in questo mercato ci sono prodotti regionali e tradizionali, artigianato, pesce, frutta e verdura fresca. Altamente raccomandato per provare il salmone in una delle tende.
Sulla Sturenkatu Avenue, a est dell'uscita autostradale principale di Helsinki, a nord della città, c'è un altro degli edifici emblematici di Aalto: il Kulttuuritalo o Casa della Cultura, con una copertura in cemento rivestita di legno e mattone che consente un'acustica appropriata sia per eventi culturali che per convegni.
Aalto ha anche affermato che "il fine ultimo dell'architettura è la creazione di un paradiso". Bene, parlando di paradisi, anche se non architettonici, non lontano dalla chiesa luterana originale, anche nel quartiere di Kallio, non posso non menzionare la Rupla. Cos'è? Beh, non solo un caffè dove per 25 euro si può gustare un delizioso brunch - con insalate colorate, salmone, opzioni multiple per vegetariani e vegani, tavole di formaggi e dessert da favola - ma anche una sala espositiva, un negozio di abbigliamento vintage e un luogo in cui sono organizzati eventi privati. Nel bagno di questo stabilimento rivedo una curiosità che di solito attira molto l’attenzione degli italiani che visitano la Finlandia: un piccolo tubo misterioso accanto al gabinetto che, a quanto pare, è il sostituto del bidet.
Un cottage sul lago
Lascio Helsinki alle spalle e mi dirigo a nord verso la piccola città di Sysmä. Dall'autobus contemplo il paesaggio ipnotizzata, un misto di colline - innevate quando ho fatto la visita-, foreste irrigate da acque cristalline (e potabili!) dei laghi, e case di legno di fronte alle quali voglio fermarmi, bussare alla porta e chiedere: "Ma dove hai comprato tutto questo, signora?" Una volta passata la città di Lahti, quando l'autobus inizia a serpeggiare lungo una strada locale e poi lungo un crinale montuoso che ha le sue origini nell'Era Glaciale, il paesaggio è di una bellezza travolgente. Ci sono stormi di oche che si accovacciano sui campi di segale durante la loro migrazione, e che mi fanno pensare al romanzo The Wonderful Journey di Nils Holgersson, dell'autrice svedese Selma Lagerlöf.
Ho scoperto l'esistenza di Sysmä perché c'è Villa Sarkia, una residenza che offre alloggio agli scrittori e che deve il suo nome a Kaarlo Sarkia (1902-1945), poeta e traduttore finlandese di romanzi. Questa città (e dico questa città perché è tale ufficialmente, anche se in realtà la sensazione è di trovarsi in un villaggio) è a tre ore da Helsinki, nel parco naturale del lago di Päijänne, il secondo più grande della Finlandia. Ci ho trascorso tre settimane come Santa Teresa di Gesù nel convento dei Carmelitani Scalzi a scrivere freneticamente, con l'incentivo di passeggiate nei boschi e incontrando ogni tanto la gente del paese, che era sempre pronta a farmi fare qualche escursione.
Per quelli che viaggiano senza organizzarsi in modo particolare, a Sysmä ci sono anche diverse opzioni di alloggio. C'è un albergo e un campeggio a cabine, ma forse la cosa migliore è affittare una cottage in riva al lago. La compagnia Tervalepikon Torpat offre diverse possibilità. Tutti i cottage, a 10 minuti dal centro, sono dotati di sauna (elemento, come è noto, portante della cultura finlandese) ed hanno accesso diretto al lago.
Le possibilita’ di intrattenimento nella zona sono molteplici: vivere la quotidianita’ di un allevamento di pecore, aiutando nelle faccende quotidiane, andare a prendere bacche o funghi (in base alla stagione), tuffarsi nelle gelide acque dei laghi, percorrere sentieri in bicicletta o a piedi, crociere in barca e sci in inverno. È anche possibile - e forse questa è l'opzione più popolare tra i finlandesi - affittare le strutture di una sauna per un giorno per un gruppo di amici.
Una chiave arrugginita
In estate, la città di Sysmä offre tre ulteriori attrazioni: un incontro di librai, un mercatino delle pulci e un festival musicale. La città ha, d'altra parte, i suoi incentivi culturali: oltre a Villa Sarkia, c'è un museo di strumenti musicali; l'imponente chiesa di St. Olaf, costruita tra il 1510 e il 1520, e il Museo di storia e cultura locale, dove troviamo reperti archeologici, ceramiche, monete, mobili e altri oggetti che ci aiutano a conoscere la cultura del territorio. Ma attenzione: per visitare questi musei, uno non va, paga ed entra. Niente di tutto ciò. Dobbiamo trovare il direttore, un uomo con gli occhi azzurri e stupito del vostro interesse, e che apre la porta con un enorme arrugginita chiave e che vi raccontera’ le storie della sua infanzia quando era un bambino rifugiato in Svezia, così come la sua vita rurale in un villaggio in Finlandia.
Ma probabilmente il più grande divertimento di Sysmä sono le crociere. La società Erämaan Kutsu offre un viaggio attraverso il Parco Nazionale Päijänne, dove ci sono numerosi isolotti, alcuni leggermente più grandi con scogliere e esker, lunghe e strette, creste tortuose. Io navigo con il Jenni-Maria II, con Jorma Sainio come capitano e il versatile Markku Lepistö, che è un cuoco, guida per la pesca, cacciatore di orsi, professore di tiro con l'arco e di coltelli artigianali e altri strumenti, fotografo, scrittore e designer ("La cosa normale è che le persone fanno quello che possono per guadagnarsi da vivere, io faccio quello che voglio ", spiega). Nessuno meglio di lui per conoscere le storie locali come Toivo Pylväläinen (1894-1979), un vecchio che, dopo la fuga dalla civiltà (presumibilmente dopo aver lasciato una donna incinta), ha vissuto per 45 anni, completamente isolato, in una baracca in un piccola isola del Päijänne. Ha vissuto di pesca e grazie ad alcune esche che ha prodotto e venduto. Markku Lepistö un giorno gli offrì una bottiglia di vodka e poi lo intervistò. Da quella conversazione nacque un libro (Toivo Pylväläinen, Päijänteen erakko), che racconta la vita di questo eremita finlandese.

(articolo di CRISTINA SÁNCHEZ-ANDRADE, pubblicato sul quotidiano El Pais del 24/03/2018)
 
 
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