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Morte di Bernando Bertolucci. Il ricordo di un radicale a Firenze
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Comunicato di Vincenzo Donvito
27 novembre 2018 11:06
 
 Sto parlando degli anni della decade 1970, verso la fine. Fece scandalo in Italia il sequestro del film di Bernardo Bertolucci, Ultimo Tango a Parigi: giudicato dalla censura come osceno, essenzialmente per le immagini (non esplicite come un film porno) di un rapporto sessuale a base di burro e penetrazione anale tra i due protagonisti Marlon Brando e Maria Schneider. Il sequestro fece molto scandalo e, da militante libertario e “provocatore” ritenni opportuno, con altri miei compagni, di mettermi in contatto con il regista per chiedergli se ci dava una copia della “pizza”, sì da proiettarlo come disobbedienza civile, per sbattere in faccia ai bigotti di ogni risma la realtà di un’opera d’arte basata sulla nostra natura di esseri umani,
Riuscimmo ad ottenere questa “pizza” e mi feci dare in uso gratuito dai socialisti un loro circolo: l’Incontro, in via Cavour a Firenze. I socialisti del Psi, pur se d’accordo contro la censura, per varie ragioni di loro opportunità facevano finta di non sapere nulla e, per non coinvolgerli nei più che evidenti strascichi giudiziari che l’iniziativa avrebbe avuto, mi accordai per dire che loro erano all’oscuro delle mie intenzioni.
Quel pomeriggio a Firenze, in via Cavour, nel circolo socialista accanto all’attuale teatro della Compagnia, la tensione era alta, la saletta di quasi un centinaio di posti era strapiena. La convocazione della disobbedienza l’avevamo fatta con poche locandine scritte a mano affisse in alcune facoltà universitarie e, ovviamente, un fax alla Questura per dire loro cosa avevamo intenzione di fare. Per evitare che la “pizza” ci fosse sequestrata prima dell’inizio della proiezione, io arrivai solo all’ultimo momento, di soppiatto. Avevo un cappello in testa per non farmi riconoscere e la “pizza” nascosta sotto la camicia, anche con ritardo, avendo già individuato tra la folla alcuni volti noti di agenti di polizia, piazzai la pellicola nel proiettore e cominciarono ad andare le immagini incriminate. Due minuti o anche meno, grazie ad alcuni che facevano finta di non sentire i “fateci passare” dei poliziotti, fu la durata della proiezione. I poliziotti erano imbarazzati, e anche molto, tra i “buu” dei presenti, si scusarono con gli occhi verso di me, presero la “pizza” e andarono via. Ovviamente era una copia, chè prima di entrare nel circolo socialista avevo provveduto, con non poche difficoltà non essendo del settore, a farmela fare (lì in via Fiume, dove c'erano le sedi delle case cinematografiche). I poliziotti andarono via col corpo del reato dopo che, per pura formalità visto che ci conoscevamo bene, presero gli estremi del mio documento. Il dibattito si accese tra i presenti, molto animato: la libertà d’espressione era in gioco ed aveva subito un grande attentato, ma mi ero convito che forse avevamo inferto un duro colpo ai censori e ai nemici della libertà degli individui. Ovviamente, senza più poliziotti, ci guardammo il film in "religioso" silenzio…
Grazie Bernardo Bertolucci. Hai contribuito a farmi crescere, spero bene…. Anche se per la libertà d’espressione, pur se oggi non si sequestrano (in Italia) film come Ultimo Tango a Parigi, c’è ancora molto da fare.
 
 
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