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Le patenti del Comune di Firenze. A quando quella di imbecille?
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Comunicato di Vincenzo Donvito
19 dicembre 2017 11:19
 
 Chi, nel territorio del Comune di Firenze, intende usufruire di uno spazio pubblico per fare propaganda alle proprie idee ed iniziative, da oggi deve firmare una dichiarazione in cui si impegna a rispettare la Costituzione; soprattutto -come dichiarato dai proponenti ed approvato dalla maggioranza del Consiglio comunale- deve far fede ai principi cosiddetti antifascisti. Tutto questo -come dicono i proponenti- per il rispetto di liberta’ e democrazia.
Brutto precedente. Quando una maggioranza vuole ribadire a priori cio’ che e’ gia’ implicito nel patto tra Repubblica e cittadini, vuol dire che c’e’ qualcosa che non torna, una sorta di volonta’ di imporre i propri valori, ovviamente in nome di liberta’ e democrazia. Crediamo che sia il preciso contrario del significato di queste due ultime parole. Liberta’ e democrazia -per noi e, per esempio, anche secondo molti ordinamenti costituzionali e legislativi nel mondo, primi fra tutti quelli degli Usa- sono tali perche’ affidate ad ogni individuo, che deve rispettare la legge e, nel caso, la funzione della pubblica istituzione -che deve vigilare- e’ di sanzionare i comportamenti illeciti ed illegali. Esigere e ribadire a priori, come fa il Comune di Firenze, e’ molto, ma proprio molto pericoloso. Costituisce un precedente che puo’ portare -maggioranze banderuole nelle specifiche amministrazioni- a star dietro agli umori ideologici di questi o di quegli altri. La prevenzione crediamo che sia un ottimo metodo, ma non nel fare il processo alle intenzioni. Un cartello stradale che dice di non superare i 50 Km/h e’ un ottimo deterrente, e chi sgarra e’ giusto che venga multato: ma non si chiede ad un automobilista, quando prende la patente o acquista un veicolo, di firmare un impegno al rispetto della legge…. e’ implicito nel fatto che e’ cittadino italiano. Se lo si facesse si diventerebbe ridicoli… per l’appunto. Un tempo si facevano firmare gli atti di fede cristiana e cattolica, e nulla ci fa dubitare che domani potrebbe essere chiesto di firmare un atto di qualunque altra fede, o un atto per dichiarare che non si e’ imbecilli, cosi’ come oggi si chiede di dar fede all’antifascismo. A noi sembra che il Consiglio comunale -per usare il medesimo linguaggio, ancora molto in voga nel nostro Paese- usi un metodo fascista. In merito, e’ bene ricordare che la Costituzione italiana vieta solo la riorganizzazione del partito fascista (norma transitoria che e’ tale dopo quasi ottanta anni dall’approvazione….), e non di avere idee che si possano ricondurre ai governi del periodo mussoliniano. Non escludiamo quindi che questa norma del Consiglio comunale fiorentino possa essere incostituzionale.
Aspettiamo al varco -curiosi e temerari- le prime applicazioni di questa norma. Oggi e’ A.D. 2017 e non 26 aprile 1943, il giorno dopo quel 25 aprile che ha segnato la caduta del fascismo.
 
 
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