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Bollette energia. Verso il default del mercato? Occorrono scelte... tampone
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Comunicato di Vincenzo Donvito
3 novembre 2020 12:16
 
L’allarme lanciato dall’associazione Arte (fornitori privati di energia) ha messo il dito su una piaga che fino ad oggi sembrava essere ignorata dai più (1): il peso del costo dei servizi energetici sui bilanci malmessi di famiglie ed aziende in questo periodo pandemico. Secondo i dati diffusi da questa associazione il 40% degli utenti non sta pagando le bollette, e se si considera che la stagione fredda appena iniziata comporterà un maggiore consumo di energia, nel contesto economico pandemico esploso negativamente per tutti, non è azzardato pensare che questa percentuale di morosi sarà maggiore.
A parte i colossi del settore (Enel ed Eni soprattutto), si tratta di più di 400 aziende che “in questa fase sono state utilizzate come ammortizzatori sociali (con capitali privati) per sopperire ai mancati pagamenti”.
Il governo e il legislatore, consapevole del momento drammatico che stiamo vivendo, sta facendo i salti mortali per cercare di impedire il tracollo di famiglie ed aziende: con molti problemi e difficoltà che - indipendentemente dalle più o meno giuste critiche che si possono fare - pur nel caos generale percepito (più che reale), rappresentano un aiuto e una presa in carico della propria responsabilità.

Ma in questo ambito sembra assente.

E’ bene ricordare che quasi il 90% di quello che viene incassato dalle aziende di questo mercato finisce allo Stato, e se gli utenti finali pagano in ritardo le loro bollette, altrettanto ritardo di pagamenti verso lo Stato non è “concesso” a questi fornitori dei servizi energetici.

Se la situazione pandemica e di aiuti stati dovesse continuare così com’è oggi (e peggiorare, come tutti gli indicatori fanno intendere) è altamente probabile uno scenario del genere:
- percentuali maggiori di utenti che non pagano le bollette. Nuovo probabile intervento dell’Autorità Arera per il blocco dei tagli ai morosi?
- aziende del libero mercato che capitombolano per i mancati incassi e per i pagamenti comunque fatti allo Stato.

Qualcuno “un po’ strano” potrebbe sostenere che è giunto il momento di mettere una parola fine alle velleità liberalizzatrici e tornare al vecchio monopolio, mandando a ramengo tutti gli impegni in sede comunitaria, non solo attirandosi multe da brivido ma compromettendo lo stesso nostro ruolo nell’Unione.
O, sempre questo “un po’ strano”, potrebbe chiedere l’ulteriore rimando della fine del mercato tutelato (al momento fissato al 2022). Una “pezza” che, nell’apparenza politica, non risolverebbe in nessun modo la situazione in essere (e peggiorativa) di aziende e famiglie: i problemi di mancati pagamenti di utenze e di gestori rimarrebbero proprio dove sono ora.

Lo Stato deve intervenire sul 90% dei suoi incassi "garantiti"
In situazione di emergenza vanno trovati metodi provvisori e di emergenza. Così come lo Stato si sta privando (o rimandando) di introiti importanti per la sua gestione, visto che più del 90% delle bollette energetiche sono di soldi che vanno allo Stato, quest’ultimo dovrebbe agire su questa percentuale, dissolvendola o ridimensionandola. E dando disposizioni per altrettanta ricaduta su utenti e gestori.

E’ urgente.

Abbiamo tutti i caloriferi accesi. Siamo sempre più spesso in casa e usiamo l’energia domestica come non mai in passato. Mentre i risparmi energetici degli uffici con molto personale al lavoro a casa, sono molto bassi, ché non si possono energeticamente abbandonare a se stessi uffici e locali come se fossero terremotati o bombardati.

NOTE
1 - fatta eccezione per l’Autorità dell’Energia (Arera) che durante il lockdown primaverile aveva emesso una disposizione per il blocco dei distacchi dei morosi
 
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