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Coronavirus ‘Fase 2’. Tante multe in arrivo. La situazione e come fare ricorso
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Comunicato di Vincenzo Donvito
28 aprile 2020 18:38
 
 Anche se il nuovo Dpcm non è ancora definitivo (lo sarà quando pubblicato in Gazzetta Ufficiale), e sembra che ci siano alcune cose in via di modifica grazie ai tanti commenti e alle diverse e dure prese di posizione di corporazioni e istituzioni religiose, in linea di massima lo spirito è chiaro. La “Fase 2” è simile alla “1”, con alcuni allentamenti e alcune aperture che, anche per meglio comprenderle, occorrerà aspettare le FAQ su sito del Mininterno (potere giuridico delle FAQ…). Una similitudine che, per quanto riguarda i controlli sul “rispetto”, ci rimanda alle massicce operazioni di polizia che ci sono state, che sono in corso e che ci saranno; operazioni tutte basate sulla discrezionalità degli agenti accertatori… e in questo non potrebbe essere altrimenti.

Ma, come nelle scorse settimane, siccome le disposizioni nazionali si devono poi incrociare con quelle territoriali (Regioni e Comuni), il loro rispetto e relativi controlli sono decisamente problematici per tre motivi:

1 - conoscenza da parte degli amministrati. Non facile, soprattutto per le disposizioni locali, che sono meno pubblicizzate di quelle nazionali e che, in genere, sono visibili sul territorio e nel “sentito dire” nei luoghi di frequentazione… decisamente decimati grazie al confino;

2 - conoscenza da parte degli accertatori. Auspicabile e sicuramente nel compito loro e dei loro superiori. Ma l’esperienza che abbiamo registrato fino ad oggi non ci conforta: sono diverse le multe comminate in cui, marcatamente, le norme applicate non riguardavano lo specifico territorio, ma il “sentito dire mediatico” (anche i poliziotti sono esseri umani….). Un esempio per tutti: la norma dei 200 metri entro cui esercitare alcune attività, tipica di alcune Regioni e Comuni particolarmente colpiti dalla pandemia, è stata talvolta applicata a sproposito anche dove non era in vigore.

3 - flessibilità e discrezionalità sempre degli accertatori. E’ la caratteristica del loro modo di operare. Ma vuoi per le pressioni (gerarchiche e mediatiche) che venivano fatte loro, del tipo “colpiscine uno per educarne cento”; vuoi per la frenesia di dover far presto che erano in tanti quelli da controllare (sempre per pressioni gerarchiche e mediatiche); vuoi l’altrettanta frenesia che le amministrazioni locali sono in “astinenza multificia” per l’assenza di contravvenzioni per mancato rispetto del codice della strada, e relativo rispetto dei loro budget che prevedono sempre introiti da multe; ….vuoi per questo e anche per altro (anche qui che i poliziotti sono pur sempre essere umani e possono essersi sentiti coinvolti nei continui appelli che da ogni parte invitavano a denunciare i trasgressori… figurati con quale riflesso su loro che sono pure poliziotti) discrezionalità e flessibilità sono decisamente mancate, anche per una delle tipiche frasi che talvolta vengono rivolte a chi infrange la norma: “ma non vede che sta sbagliando anche se non fa male a nessuno? Vada e stia attento per la prossima volta…” (1).

Con la fotografia di questa realtà e la prospettiva, in merito, di una Fase 2 di multe non molto dissimile dalla precedente Fase, è bene essere attrezzati per reagire contro quelle contravvenzioni che si ritiene ingiuste.
Il meccanismo per fare ricorso è un po’ più articolato rispetto a quello “tradizionale” contro le infrazioni al codice della strada (le multe vengono comminate per violazione di un decreto amministrativo e l’iter è diverso), ma si possono presentare senza particolare difficoltà e senza il supporto di un legale.

Qui le spiegazioni tecnico-burocratiche per presentare ricorso contro le multe

NOTE
1 - siamo curiosi, per questa nuova Fase, di leggere le future reazioni dei poliziotti di fronte a: “lei dove sta andando?”, “vado dalla pischella *”… “me lo dimostri” e magari il fermato tira fuori una confezione di preservativi…. (questa, che è satira, in questo nuovo contesto, quando la satira si mischia con la realtà, in genere si chiama tragedia… a cui il governante e legislatore non ha pensato quando ha redatto la norma).
* espressione toscana per la più “comune” morosa, fidanzatina, amica, etc.
 
 
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