testata ADUC
Coronavirus. L'olfatto dei cani per individuare i malati?
Scarica e stampa il PDF
Comunicato di Redazione
25 aprile 2020 12:09
 
 Con i suoi 200 milioni di cellule olfattive, rispetto ai 5 milioni nell'uomo, l’olfatto del cane è di crescente interesse per i ricercatori. Nel Regno Unito, un team multidisciplinare è convinto che l'olfatto formidabile del migliore amico dell'uomo possa rintracciare il coronavirus e quindi controllarne meglio la diffusione.

Non è certo la risoluzione a tutti i problemi sanitari, economici e sociali che la pandemia in corso ci sta provocando, ma è forse un metodo per meglio fare prevenzione. In un periodo in cui dovremmo (forse) scaricare sul nostro telefonino la ap IMMUNI, con tutti i problemi di privacy che, nonostante le varie assicurazioni nessuno è in grado di garantire che non possa essere un nuovo strumento intrusivo della nostra privacy, rendersi conto che gli amici a quattro zampe che sono molto presenti nella nostra quotidianità potrebbero ulteriormente contribuire alla nostra sicurezza è una chance da prendere in buona considerazione.

L’associazione britannica “Medical Detction Dogs”, che ha già addestrato i cani a rilevare il cancro, le infezioni batteriche o il morbo di Parkinson, sembra che sia a buon punto nell’addestramento per il Covid-19.

Segnaliamo questa opportunità agli esperti sanitari, umani e veterinari.

In questo articolo si possono leggere i particolari
 
 
COMUNICATI IN EVIDENZA
 
AVVERTENZE. Quotidiano dell'Aduc registrato al Tribunale di Firenze n. 5761/10.
Direttore Domenico Murrone
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori