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Coronavirus e rimborso viaggi. Le falsità delle associazioni di categoria per giustificare i soldi trattenuti senza dare servizi in cambio
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Comunicato di Vincenzo Donvito
3 luglio 2020 17:00
 
  La vicenda è nota: hai prenotato un viaggio annullato per coronavirus? La legge italiana consente all’operatore turistico di rimborsarti in denaro o voucher di uguale valore. Tutti gli operatori danno solo voucher. Commissione Ue, Antitrust, Enac.. riferendosi alla normativa comunitaria, fanno sapere che non è lecito questo comportamento. La Commissione ha denunciato lo Stato italiano alla Corte di Giustizia che non potrà che condannare l’Italia… e la multa la pagheremo ovviamente tutti noi contribuenti (1).
Le associazioni di categoria degli operatori turistici sono insorte con un lungo comunicato che, a nostro avviso, è lo specchio di quella piccola Italia che, appena può togliere qualche cosa a chi è più debole, non esita a tirarsi indietro. E siccome questo “togliere” avviene col consenso della legge di Stato, fanno anche gli arroganti nei confronti dei deboli a cui sono stati scippati i soldi.

Quello che rileviamo in questo contesto, è questa frase:
“A distanza di quattro mesi dallo stop dei viaggi, le imprese della filiera del turismo organizzato non hanno ancora ricevuto altre misure di sostegno e risorse adeguate per garantire la propria sopravvivenza”.

Menzogna allo stato puro,
visto che lavoratori e aziende del settore, al pari di qualunque altro lavoratore e qualunque altra azienda, ha ricevuto (coi tempi e i difetti della nostra burocrazia) forme di sostegno (cassa integrazione, prestiti agevolati, sconti fiscali, etc), con l’aggiunta del “bonus vacanze”, che altre categorie non hanno avuto e che è stato concepito proprio per dare a loro più soldi a loro che non ad altri (3). Altre categorie che, come quelle turistiche, hanno anch’esse da pagare bollette, tasse, affitti ed hanno incassi vicini allo zero o stanno per chiudere.

Ma l’arroganza di chi si è visto approvare una legge ad hoc per giustificare quello che nella legislazione comunitaria (che ha valore superiore a quella nazionale) è previsto come furto, non ha limiti.

Le nostre associazioni aggiungono un’altra motivazione per sentirsi ancor più arroganti e uguali rispetto agli altri:
“se dovessimo restituire i soldi che i viaggiatori ci hanno anticipato per viaggi che non hanno effettuato, noi falliremmo e i consumatori resteranno senza neanche un voucher. Non solo, ma noi siamo così buoni che abbiamo previsto che se entro 18 mesi (periodo da noi allungato rispetto ai 12 previsto dalla legge) il viaggiatore non usufruisce del voucher, noi gli restituiamo i soldi”.
Quindi i viaggiatori sono costretti a prestare soldi a tasso zero, senza nessuna garanzia che verranno restituiti dopo il periodo di validità del voucher e – soprattutto - … a noi risulta (ci scrivono centinaia di vittime) che sono un numero insignificante gli operatori che hanno detto che restituiranno i soldi del voucher (restituzione non prevista dalla legge) se non utilizzati e che la validità è stata ampliata da 12 a 18 mesi. Non solo, ma stiamo annoverando forme di voucher tra le più fantasiose: non ti do’ un buono di quanto hai pagato ma ti trattengo una penale; il buono lo puoi spendere solo per un viaggio identico, anche se nel frattempo costerà di più e dovrai versare la differenza; hai dato un anticipo? Ti dò un buono, ma quell’anticipo lo potrai utilizzare solo per uno stesso identico viaggio anche se costerà di più… e dovrai pagare la differenza; etc etc..

Queste le nostre categorie a cui spesso affidiamo le nostre vacanze, la nostra cultura e la nostra felicità.



1 – Qui tutte le informazioni del caso, anche per fare opposizione alle pretese degli operatori
 

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