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Governo. Di Maio tra le arance e le orecchie di maiale
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Comunicato di Primo Mastrantoni
4 aprile 2019 12:31
 
 Mentre il presidente francese, Emmanuel Macron, sottoscriveva un accordo economico con la Cina per la vendita di aerei per un importo di 30 miliardi, senza sottostare alle mire egemoniche cinesi, il vicepremier Luigi Di Maio firmava un memorandum strategico che aveva come contropartita l'aumento delle esportazioni italiane verso la Cina.

Esporteremo arance con gli aerei, dice Di Maio, dimenticando che i costi di trasporto saranno esorbitanti (1), e la collocazione sul mercato difficile, ma alle arance si aggiungeranno le orecchie e le zampe di maiale, come affermato nel corso di un convegno dall ministro penta stellato dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, materiali di scarto che, secondo gli auspici, dovrebbero trovare collocazione nel mercato cinese.

Ci siamo chiesti se ai cinesi mancavano i maiali e siamo andati a vedere alcune tabelle, dalle quali risulta che la Cina è il più grande produttore di carni suine e l'Italia, invece, importa quasi la metà delle carni suine consumate.
Non è dato di capire come riusciremo a esportare i prodotti di scarto della lavorazione dei suini.

Il dimaiopensiero è fatto di slogan. Frasi semplici che servono a carpire l'attenzione del popolo, il quale ha altri problemi a cui pensare, ma cade vittima della propaganda: ieri era il decreto Dignità, che doveva stabilizzare il lavoro e, invece, ha creato più disoccupati, oggi è il decreto Crescita, del quale dovremo aspettare i risultati ma, ovviamente, dopo le elezioni europee.

Ma chi ci crede più!

(1) https://www.aduc.it/comunicato/governo+maio+arance_29330.php
 
 
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