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Governo. Migranti, memoria e bufale
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Comunicato di Primo Mastrantoni
3 dicembre 2018 10:55
 
 Ne sono partiti circa 29 milioni, tornati 10 e rimasti in 19 milioni. 
Sono gli emigranti italiani nel corso del tempo. Un Paese di migranti alla ricerca di lavoro e di una vita migliore, per sè e per le proprie famiglie che, spesso, rimaste a casa, riuscivano a vivere grazie alle rimesse in denaro. 
Infatti, ci fu un periodo nel quale le rimesse, provenienti dai soli Stati Uniti d'America, ammontavano a circa il 5% del prodotto nazionale lordo italiano: una enormità. 
Insomma, gli emigrati aiutavano gli italiani a casa loro.

Per memoria, a differenza di quanto comunemente si pensi, dal 1876 al 1925 (49 anni), il fenomeno della emigrazione ha visto primeggiare veneti e friulani e non la popolazione meridionale.

Come conseguenza della massiccia emigrazione, iniziarono a nascere molti pregiudizi contro gli italiani, definiti "emigranti indesiderati", e "feccia sporca, sventurata, pigra, criminale dei bassifondi", il che portò anche ad episodi di linciaggio. 

In Italia ci sono circa 5 milioni di immigrati residenti, cioè l'8,5% della popolazione residente; i romeni sono 1,2 milioni, seguiti dagli albanesi e dai marocchini con mezzo milione ciascuno; il 60% sono occupati. Le imprese di immigrati extra comunitari sono circa 366 mila.

 Analogamente a quanto avveniva per gli emigrati italiani, gli immigrati extra comunitari in Italia, inviano a casa propria circa 4 miliardi di euro ogni anno, il che costituisce una vera e propria boccata di ossigeno per le famiglie rimaste nei Paesi di origine. Questi trasferimenti avvengono attraverso il sistema di money transfer e subiscono già una decurtazione del 6-10% per le commissioni.

 La Lega, immemore della storia patria, ha proposto un nuovo prelievo dell'1,5% sui trasferimenti, il che smentisce quanto più volte affermato dal loro leader Salvini con la proposta di "aiutiamoli a casa loro". Si tratta di sottrarre 62 milioni, irrilevanti ai fini del nostro bilancio, che ammonta a 850 miliardi, ma importanti per le famiglie dei Paesi più poveri.
  
Insomma, l'immigrato regolare, che lavora, produce e aiuta la propria famiglia deve essere penalizzato dal ministro Salvini, il quale, tra l'altro, deve ancora dimostrare di saper affrontare i fenomeni malavitosi legati agli immigrati. 

L'importante è che il popolo creda alle bufale salviniane.
 
 
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