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Governo. Reddito di cittadinanza e lavoro. I numeri giocati al lotto
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Comunicato di Primo Mastrantoni
18 febbraio 2020 12:17
 
  Giocarsi i numeri al lotto. E' un azzardo, ma i soldi sono del giocatore che rischia. Altro è giocare con i soldi altrui e dichiarare una vincita che non c'è.

E' successo con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che a inizio del 2019, parlava di un futuro luminoso per l'Italia e il vicepremier Luigi Di Maio pronosticava un boom economico.
Risultato: Pil +0,2%. 

Lo stesso dicasi per la diminuzione del 60% della povertà, sostenuta dal presidente dell'Inps, Pasquale Tridico (area M5S); notizia ripresa dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella conferenza stampa di fine anno.
Hanno confuso i desideri con la realtà: non c'è stata nessuna diminuzione del 60% della povertà. 

In questi giorni il presidente dell'Anpal (Agenzia del lavoro), Mimmo Parisi (area M5S), dichiara che sono circa 40 mila le persone che hanno trovato lavoro dopo aver ottenuto il Reddito di Cittadinanza. La notizia è ripresa con enfasi dalla ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo (M5S).
A noi risulta che la metà dei 40 mila ha trovato lavoro quando i "navigator" non erano ancora in grado di proporre un lavoro, ma solo formazione, inoltre, circa il 70% dei percettori del Reddito di cittadinanza (RdC) non ha sottoscritto il progetto per la partecipazione ad un percorso formativo, il che significa che il lavoro se lo è trovato autonomamente.

Insomma, costoro giocano al lotto, con i soldi del contribuente, vantando vincite che non esistono. E c'è qualcuno che ci crede.
 
 
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