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Governo. La sceneggiata e il nuovo ponte di Genova 
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Comunicato di Primo Mastrantoni
10 luglio 2020 11:43
 
  "Non attenderemo i tempi della giustizia" aveva proclamato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo la tragedia del ponte Morandi (43 morti).
Eppure, Conte è un giurista, professore universitario, sapeva, e sa bene che è la magistratura, con sentenza definitiva, che deve appurare le responsabilità della tragedia. Non lo decide lui né i suoi ministri. Allora, perché una frase del genere? 
Aveva annunciato la revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia (Aspi), ma sono passati due anni e nulla è accaduto. 
Ieri, è tornato sulla revoca. Vedremo.

Sempre per memoria, ricordiamo che, nel 2008, la concessione alla società Autostrade fu decisa dal Governo Berlusconi (FI e Lega), limitando fortemente le richieste dell'Anas per migliori opere di interesse pubblico. 
Del governo faceva parte Giorgia Meloni e il deputato Matteo Salvini votò a favore della concessione.
Il PD espresse voto contrario. 

Passiamo al M5S, che in questi giorni si è stracciato le vesti perché, al termine dei lavori, il ponte doveva essere restituito alla società Autostrade. 

Chi lo diceva? L'allora ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli (M5S) che, in una lettera del febbraio 2019, inviata al Commissario per la ricostruzione del ponte, scriveva "al termine dei lavori, l'infrastruttura in questione deve ritenersi riassorbita nel rapporto concessorio vigente al momento del trasferimento"; tradotto, significa che il ponte ricostruito va consegnato ad Autostrade per l'Italia. 
Dunque, di cosa ciarlano Toninelli e i penta stellati? 
Per evitare la consegna del ponte ad Autostrade sarebbe necessario revocare la concessione che è ancora vigente, nonostante la minaccia del ministro Luigi Di Maio di revoca immediata, che fece nel 2018. Nel frattempo, sono passati due anni.

  Nei prossimi giorni vedremo cosa succederà, intanto è bene sapere come sono andati i fatti e non farsi fuorviare da sceneggiate che servono solo a carpire consenso elettorale.
 
 
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