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Governo. La scuola, le assenze e il ministro Fioramonti
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Comunicato di Primo Mastrantoni
26 settembre 2019 10:38
 
 In origine il termine scuola aveva un significato diverso, si intendeva, cioè, libero e piacevole uso delle proprie capacità, oggi assume il significato di luogo dove si studia, ovvero, in senso ampio, di una istituzione che, attraverso l'attività didattica, tende all'istruzione degli allievi.

A capo del ministero dell'Istruzione, della Università e della Ricerca, c'è Lorenzo Fioramonti del M5S.

Il ministro Fioramonti ha un compito immane, come ognuno può comprendere. 
Basterebbe ricordare la lettera che due anni fa, 600 docenti universitari scrissero al ministro dell'Istruzione e al Parlamento, sollecitando interventi scolastici, poichè gli studenti universitari avevano lacune grammaticali da terza elementare, o gli esiti di apprendimento degli studenti relative all'italiano, alla matematica  e all'inglese dai quali emerge un differenza netta tra Nord e Sud Italia. In particolare, in Sicilia, Calabria e Campania il 50% degli studenti arriva alla maturità con l'insufficienza in italiano. 

E' un problema di qualità che non riscontriamo nell'invito ai presidi a giustificare l'assenza degli alunni, in occasione della manifestazione di domani 27 settembre per il clima. Il tema è importante, ma se ne potrebbero trovare altri, per esempio la guerra e, allora, si giustificheranno ulteriori assenze degli alunni, con il personale docente e non, pagato per guardare le aule vuote? O, non sarebbe fruttuoso indire una giornata nazionale contro il cambiamento climatico, con le scuole in funzione di informazione e confronto, come abbiamo già proposto

Questo ministro inizia e prosegue male. Urge cambiarlo.
 
 
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