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Governo. Tav e le bufale che circolano ancora
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Comunicato di Primo Mastrantoni
17 luglio 2020 10:15
 
  Era il 1857 quando il parlamento subalpino, per volontà di Cavour, approvò la legge che autorizzava il traforo del Frejus che collegava l'Italia alla Francia.
Nel 1871 si inaugurava il tunnel, un anno dopo la presa di Porta Pia a Roma e la caduta dello Stato Pontificio.

Anche allora si sosteneva che ci sarebbero state gravi conseguenze ambientali. Stesse argomentazioni odierne contro il Tav, il treno Torino-Lione.
Bufale.

Vediamo.

Il 92% delle merci che circola tra Italia e Francia, viaggia su gomma, solo l'8% su ferro. 
Una sproporzione enorme che impatta sull'ambiente con le emissioni di Tir, auto e congestione del traffico.

Il perché dello scarso utilizzo odierno del trasporto su ferro è nelle caratteristiche del tracciato ferroviario e della galleria del vecchio Frejus, vale a dire:
1) i raggi di curvatura che diminuiscono la velocità;
2) l'eccessiva pendenza, che rende necessario l'uso di due o tre motrici;
3) il limitato numero di vagoni merci; 
4) le caratteristiche dei nuovi container che rendono poco  conveniente il trasporto su ferro.

Il progetto TAV prevede:
a) treni merci lunghi oltre 750 metri, con una capacità di trasporto di 2.000 tonnellate;
b) l'abbattimento della pendenza dal 30 per mille a 12 per mille; 
c) l'utilizzo di una sola motrice;
d) il riallineamento delle curve.

Ricordiamo, per inciso, che l'area interessata, la Val di Susa, è attraversata, per 70 km, dalla autostrada A32 che arriva al traforo autostradale del Frejus, il quale è stato raddoppiato senza che, a nostra memoria, ci siano state le proteste che abbiamo visto per il TAV.
Insomma, ambientalismo a senso unico.

C'è poi la diceria della Corte dei conti europea che avrebbe bocciato il Tav.
E' una bufala.

La Corte dei conti europea ha affermato che gli extra costi, per la realizzazione del Tav, sono dovuti ai ritardi dei governi ed è noto che i ritardi hanno un costo.

E' un monito per coloro, Di Maio in testa, che si sono gingillati sull'analisi costi-benefici del Tav, peraltro sette favorevoli e uno contrario, cui abbiamo assistito per opera dell'allora ministro cinque stellato Toninelli, per il quale per un altro tunnel, quello del Brennero, era operativo e automobilistico quando, invece, doveva essere completato ed è ferroviario. 

Le bufale sono come le ciliegie: una tira l'altra. 

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