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L'irriverente. Legge crudele e inumana. Bimbo nato da utero in affitto: meglio in adozione che a chi lo ha voluto e gia' lo ama
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Comunicato di Vincenzo Donvito
12 novembre 2014 11:39
 
 Quando la legge e' crudele e inumana, vuol dire che fa anche schifo, e va cambiata, subito! Una sentenza di Cassazione ha definitivamente stabilito che un bimbo di 3 anni, nato da un utero affittato da una coppia di italiani in Ucraina, non possa essere di questa coppia, ma debba essere messo a disposizione per essere adottato (1).
In punta di diritto la sentenza non fa una piega: in Italia l'utero in affitto e' vietato dalla legge 40 sulla fecondazione assistita (non toccata in merito, come per il resto, dalla sentenza della Corte Costituzionale) e quindi, nell'interesse del bambino, la migliore soluzione era trovargli una famiglia che lo adotti.
Nell'interesse del bambino.... per l'appunto. Siamo sicuri che sia per questo interesse, ma non nell'interesse del motto “dura lex, sed lex” (legge dura, ma pur sempre legge)? Noi non siamo per niente sicuri, visto che il bimbo aveva gia' dei genitori che lo avevano fortemente voluto. Non solo. Ci sentiamo anche di difendere la coppia che ha pagato per l'utero in affitto, con la consapevolezza di violare una legge, ma senza danni patrimoniali o fisici per altri.
La coppia ha gia' cominciato a dare amore al bimbo, nel momento piu' delicato della sua esistenza, ma arriva la legge e' dice: meglio in adozione che all'amore di coloro che hanno gia' cominciato ad essere genitori. Crudele e inumano!
Cosa fare? Cambiare subito la legge con poteri retroattivi. I nostri legislatori, se lo vogliono, lo possono fare in un giorno. Lo faranno? Non crediamo, perche' situazioni del genere non sono foriere di consensi elettorali, ma “solo” di amore e umanita'.
 
 
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