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Piemonte. Niente scuolabus per bambina disabile. Nonostante le denunce, problema ancora irrisolto
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Comunicato di Pietro Yates Moretti
12 novembre 2014 14:23
 
Tre settimane fa abbiamo denunciato un gravissimo caso di discriminazione a danno di una bambina disabile di sei anni, cui viene impedito l'utilizzo dello scuolabus per il fatto di essere disabile.
In particolare, il Comune di Villata, responsabile del trasporto scolastico anche per il Comune di Casalbeltrame dove questa bimba risiede, le nega l'accesso allo scuolabus in quanto mancherebbe un accompagnatore.
Ad oggi, nulla è cambiato. E ci stiamo ormai avvicinando alla fine del semestre.
Come giustamente e doviziosamente ha rilevato il Difensore civico del Piemonte nel caso in questione, un tale diniego viola i più elementari diritti fondamentali della persona umana, sanciti dalla nostra Costituzione nonché da convenzioni internazionali sui diritti dell'uomo.
Di fronte ad una cosi' abnorme e insopportabile discriminazione, e nonostante l'impegno che i Sindaci di questi due Comuni hanno dichiarato di assumersi a seguito di alcuni articoli di giornale per una rapidissima risoluzione del problema, ad oggi la bambina non puo' utilizzare ancora il servizio scolastico.
Il perché appare dalla dichiarazione del Sindaco di Villata dello scorso 4 novembre 2014: ''Ho convocato gli organi competenti in merito al trasporto scolastico dell’alunna. In presenza del Direttore Generale dell’ASL di Vercelli, Avv. Federico Gallo, e della Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo di Asigliano, Prof.ssa Paoletta Picco, è stata intrapresa una via di soluzione da valutare con le Prefetture di Vercelli e Novara al fine di permettere l’utilizzo dello scuolabus da parte della bambina.”
Nel frattempo, non solo la famiglia (già in gravi difficoltà economiche a causa della precarietà lavorativa dei genitori) è costretta a fare 300 km alla settimana per portare la figlia a scuola, ma soprattutto la bambina percepisce e soffre della discriminazione di cui è vittima.
E' mai possibile che sia necessario il lungo e complicato coordinamento di ben cinque pubbliche amministrazioni per consentire a questa bambina di utilizzare uno scuolabus, senza doversi sentire emarginata a causa della sua disabilità? E' possibile che si ritardi a rimediare ad una situazione di cosi' grave discriminazione, opponendo difficoltà burocratiche?
Chiediamo quindi ai soggetti pubblici coinvolti di fare di più. E' necessario cessare subito questa violazione di diritti fondamentali, indegna per un Paese come l'Italia. Si assumano le proprie responsabilità e utilizzino immediatamente qualsiasi strumento a loro disposizione per consentire a questa bimba di non sentirsi discriminata da quelle Istituzioni che ne dovrebbero garantire il massimo grado di protezione.
 
 
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