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Quanto sono talvolta bischeri gli antifascisti. Il caso Prato
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Comunicato di Vincenzo Donvito
20 marzo 2019 16:39
 
 Non volendo che il prossimo 23 marzo si celebrasse a Prato una manifestazione dei neo-fascisti di Forza Nuova, gli antifascisti hanno sollevato un polverone gigantesco (1). Tra privati e istituzioni hanno fatto a gara, inclusa la Chiesa cattolica, a chi potesse dire la sua in modo più forte per rimarcare che loro non sono fascisti. E gli animi si sono talmente esasperati che, ovviamente, i fascisti (di Forza Nuova?) si sono fatti sentire ed hanno imbrattato con simboli di turpe memoria gli ingressi di alcune sedi di partiti e associazioni che avevano partecipato al “dagli al fascista”. Poi il ministero ha detto che possono manifestare, e apriti cielo, visto che il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, pur se non è fascista, e pur se si manifesta a go-go per la libertà d’espressione (quasi sempre quando torna comodo al suo partito) non è gradito a molti di questi antifascisti.
Ora il can-can è triplo. Sempre contro i fascistelli di Forza Nuova. Contro Matteo Salvini. Contro il Governo italiano, presumibilmente (per questi antifascisti) in mano ai fascisti o almeno agli amici dei fascisti.
Torniamo a monte e facciamoci una domanda: ma tutto ‘sto casino sarebbe successo se, nel rispetto della libertà d’espressione e di manifestazione del pensiero, a questi fascisti di Forza Nuova non gli fosse stato detto nulla? E, nel loro isolamento e nel silenzio dove ci sarebbe stato spazio solo per la cronaca, si sarebbero divertiti fra di loro facendosi il saluto romano, regalandoci qualche immagine di qualche imbecille con magliette inneggianti ai campi di sterminio nazisti e, sicuramente, facendo guadagnare oltre il normale un po’ di ristoratori pratesi? Sicuramente ‘sto casino non ci sarebbe stato, così come le svastiche sui muri delle associazioni pratesi e, soprattutto, non ci sarebbe stata la tensione a mille che agita le stanze della politica (al di fuori di queste stanze non gliene frega niente a nessuno, tranne quelli che forse saranno coinvolti per il mega dispiegamento di polizia e di oppositori per far paura alle teste calde di una parte e dell’altra).
Quello che noi scriviamo, forse è perché abbiamo un senso dello Stato diverso da tutti gli antifascisti che si sono pronunciati e che – bontà loro – raccoglieranno i frutti velenosi di questa loro levata di scudi. Speriamo che Prato, quella di tutti coloro che passano per le strade e vanno nei luoghi, non ne risenta più di tanto.
Il problema è che crediamo che quasi nessuno di questi antifascisti avrà capito la lezione, farà una riflessione e ne farà tesoro. Certo, la Toscana, nel ventennio fascista del secolo scorso, aveva fornito i personaggi fascisti più di spicco e truci, con masse di popolazione che li osannava… grossomodo gli stessi che dopo la cacciata del fascismo si diedero poi al partito comunista, ed oggi all’antifascismo come quello per Prato. Buon sangue non mente? Bah! Continuiamo a farci male.

1 - https://www.aduc.it/comunicato/liberta+espressione+manifestazione+stanchi+riti_29280.php
 
 
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