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Roma Capitale. Raggi, i rifiuti e la taumaturgia
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Comunicato di Primo Mastrantoni
20 luglio 2020 8:47
 
 Un odore nauseabondo e una richiesta: ma quando li scaricano?
E' la domanda che mi fanno i cittadini del quartiere per i cassonetti dell'organico.

Con il caldo imperante, le esalazioni dai cassonetti dell'umido, anche a metri di distanza, sono stomachevoli.
Allargo le braccia sconsolato, consapevole che non ho proprietà taumaturgiche, cioè non faccio miracoli.

I cassonetti dell'organico dovrebbero essere svuotati celermente, specialmente in periodi caldi come questo, e lavati. Macchè!

Siamo sempre in attesa. Non del miracolo, ma dell'attività che dovrebbe essere svolta dall'Ama, azienda di proprietà del Comune, cioè, istituzionalmente della sindaca Virginia Raggi, quella che, per Beppe Grillo, i romani non se la meritano.

L'80% dei rifiuti organici prende la strada del Veneto e del Friuli. Luoghi così vicini alla Capitale che i tir percorrono 10,5 milioni di km e costano 21 milioni di euro. Inquinamento da scarico assicurato di questi mastodontici autotreni.

Per la delizia dell'olfatto paghiamo l'addizionale Irpef più alta d'Italia e una tassa sui rifiuti maggiore del 23% di quella dei milanesi.

Sono passati più di 4 anni da quando la Raggi è stata eletta sindaca, la quale, nonostante le evidenze, sostiene che "il pubblico funziona bene". 
Si, con la taumaturgia.
 
 
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