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L'Italia delle tangenti e le elezioni europee
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Editoriale di Vincenzo Donvito
13 maggio 2014 17:47
 
Come se fossero tutti cascati da un albero in cui frutti invecchiano in modo inverosimile prima di maturare e piombare in terra, buona parte dei nostri politici hanno fatto “ohhh” quando si sono scoperte le tangenti della Fiera di Milano. Vedremo come si evolvera' la situazione e chissa' se sapremo mai chi ha rubato veramente, chi non se n'e' reso conto, chi e' stato incastrato... insomma proprio com'e' accaduto alle tangentopoli degli anni 1990 e a quelle successive che -per chi non l'avesse ancora capito- ci hanno confermato che “tangentopoli” non e' una situazione temporalmente definita, ma fa parte del DNA di chi ci amministra (localmente e nazionalmente).
Quel che piu' ci ha colpito, sono stati i commenti di alcuni politici (l'ex-ministro Formica, fra i diversi) che hanno tenuto a sottolineare che i ladri di oggi rubano per se stessi e non per il partito, com'era un tempo; e quindi che rubare per il partito e' quasi nobile rispetto a questi malfattori che rubano solo per il gioiello dell'amante o per le case nei luoghi di villeggiatura o per l'auto da centinaia di milioni. Noi, che crediamo che i ladri sono sempre tali (con alcune attenuanti, ovviamente, per chi ruba per mangiare), riteniamo che chi ruba per il partito e' peggio di chi ruba solo per se': viola non solo le leggi dello Stato ma anche la fiducia dei cittadini che magari hanno votato per quel partito non certo perche' rubava, ma perche' in qualche modo ci governasse nel rispetto della legalita'.
Un chiarimento per far capire che i ladri di oggi non sono peggio di quelli di ieri, ma viceversa. E che se i partiti di ieri non esistono piu' e' proprio perche' hanno rubato e molti cittadini se ne sono accorti abbandonandoli (nell'adesione e nel voto). Risultato: oggi abbiamo finti partiti e veri leader, nonche' ladri di sempre. Veri leader che in qualche modo aggregano consensi intorno a se' e non certo grazie ai partiti che dicono di avere dietro.
Questa e' la societa' politica anno 2014. Quella che governa e fa le leggi per noi comuni mortali. Societa' politica che si stupisce che ci siano:
- gli evasori fiscali,
- i soldi che la Ue ci mette a disposizione per la nostra produttivita' che tornano indietro perche' pochissimi li usano,
- la burocrazia che non ammazza tutti in quanto tale, ma che e' in mano a quelle persone col medesimo DNA degli amministratori,
- la societa' civile e quella economica (grandi o piccoli capitali, di Stato o privati... poco importa) che si comportano come loro.
E poi ci sono le elezioni europee del 25 maggio, il cui sistema elettorale potrebbe essere dichiarato illegale da parte della nostra Corte Costituzionale, cosi' come e' accaduto -per restare solo ai fatti piu' recenti- per la legge elettorale nazionale e la legge sulle droghe illegali. Elezioni che i politici di cui sopra reputano fondamentali per la tenuta del Governo e delle sue maggioranze, col codazzo anche di alcune tornate elettorali regionali e comunali. Ma che sono solo elezioni per mandare una rappresentanza italiana al Parlamento Europeo dove, le decisioni che contano in Ue, non possono essere prese (chi decide e governa e' la Commissione, espressione degli Stati nazionali)... ma si sa, da noi, tutto fa brodo per fare caciara e apparentemente dire che bisogna cambiare le cose, anche quello che non c'entra nulla... come per l'appunto le elezioni europee e il nostro assetto istituzionale nazionale e la nostra economia nazionale. O forse c'e' qualcuno che crede che se il Partito Democratico non sara' il piu' votato, o Forza Italia non sara' il terzo ma il secondo cosiddetto partito, o il Movimento 5 Stelle sara' il terzo e non il secondo o il primo, o la lista Tsipras non andra' oltre il 4% e non avra' rappresentanti che siederanno a Strasburgo, o altrettanto per i Fratelli d'Italia o i candidati del Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano... qualcuno crede che se qualcuno di questi possibili scenari sara' realta', il giorno dopo:
- i gestori dei servizi di telecomunicazioni e di energia smetteranno di rubare soldi agli utenti,
- i Comuni faranno multe solo per chi viola il Codice della Strada e non solo per fare cassa,
- le aziende di Stato decotte (Alitalia in primis) saranno abbandonate dove avrebbero dovuto esserlo gia' da tempo e non mantenute coi soldi dei contribuenti pagando milionate e milionate ai loro manager,
- che le Poste cominceranno a funzionare,
- che le imposte comunali saranno eque, intellegibili e non da rapina,
- che la Rai si ridimensionera' diventando servizio pubblico di informazione e non di intrattenimento versando milonate e milionate ad artisti e giornalisti,
- che le Province saranno veramente abolite, e magari anche le Prefetture,
etc etc..
Se qualcuno e' arrivato a questa aberrazione intellettuale, si faccia avanti: sara' un caso da studiare e inviare ai nostri posteri come testimonianza.
Ma tutti sanno che le cose non stanno cosi', ma il gioco della politica politicante oggi e' questo. E crediamo lo sara' ancora per molto... almeno fino a quando non avremo un Governo europeo frutto del voto degli europei, nonche' un primo ministro europeo, un ministro europeo della difesa, e della programmazione economica e del lavoro.... anche questo un caso da studiare e inviare ai nostri posteri come testimonianza?
 
 
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