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 ITALIA - ITALIA - Tari. Bankitalia: sfavorisce le famiglie più povere. Cambiarla: da imposta a pagamento produzione rifiuti
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13 dicembre 2018 8:43
 
L'attuale tassa sui rifiuti Tari sfavorisce le famiglie con redditi piu' bassi, non incentiva un uso piu' responsabile delle risorse ambientali e andrebbe cosi' riconsiderata, cambiando i parametri di calcolo della tariffa. E' quanto emerge da uno studio della Banca d'Italia che auspica una modifica della tassazione che invece di considerare la dimensione dell'abitazione (a prescindere dal suo valore) e del nucleo familiare, valuti la produzione dei rifiuti. Una modalita' che porterebbe anche a una gestione piu' efficiente dei rifiuti, questione centrale per l'Italia.
Nello studio, curato da Giovanna Messina, Marco Savegnago e Andrea Sechi del Servizio Struttura Economica, Divisione Economia e diritto della Banca d'Italia (ma le opinioni non riflettono necessariamente le opinioni dell'istituzione) si rileva come attraverso i dati dell'indagine sui bilanci delle famiglie italiane (SHIW) condotta dalla Banca d'Italia, la Ta.ri. "agisce di fatto come un'imposta patrimoniale, con effetti redistributivi pero' peculiari poiche' la tassa dipende solo dalla dimensione e non dal valore dell'immobile; il prelievo non discrimina adeguatamente fra famiglie in base alla produzione di rifiuti mentre una riconfigurazione in chiave tariffaria, piu' aderente allo spirito della benefit taxation, porterebbe vantaggi non solo in termini di efficienza dell'assetto di finanza locale e di un utilizzo piu' consapevole delle risorse ambientali, ma anche sul piano di una piu' equa ripartizione del carico fiscale". La ricerca ricorda come con l'innovazione tecnologica "si siano sviluppati metodi sempre piu' accurati per misurare la quantita' di rifiuti prodotti da ogni nucleo familiare" diffusi all'estero ma in Italia molto limitati. "La Ta.ri. - ricorda la ricerca - ha un ruolo rilevante nei bilanci locali. Essa fornisce un gettito di quasi 10 miliardi (di cui si puo' stimare che all'incirca il sessanta per cento sia prelevato sulle famiglie), corrispondente a quasi un quinto delle entrate comunali; inoltre dal 2016 rappresenta l'unica forma di prelievo sulla proprieta' dell'abitazione di residenza e il suo importo puo' essere incrementato dagli enti (a differenza delle aliquote degli altri tributi locali, che sono bloccate)". E a parte il gettito, una gestion piu' efficiente dei rifiuti e' "una questione di importanza centrale per l'Italia: la quota smaltita in discarica e' molto elevata, anche nel confronto internazionale, il che rende il servizio particolarmente oneroso. Inoltre i risultati deludenti conseguiti nella gestione dei rifiuti, soprattutto in alcuni grandi centri urbani, hanno pesanti ricadute sulla qualita' della vita percepita dai cittadini e sul valore del patrimonio immobiliare".
 
 
 
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