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Aduc – Osservatorio Firenze. Bilancio 2020. L’irriverente: dove abbiamo visto un po’ di fiato e fiuto corto
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L'irriverente di Vincenzo Donvito
29 novembre 2019 10:52
 
 In una città che, con una cosa che hanno chiamato tramvia * si appresta a diventare completamente tracciata dai binari a mo’ di ferrovia, con tanto di pietrisco come la regionale per il Mugello, tra la pioggia che quando cade “piscinizza” i sottopassaggi anche perché chi di dovere considera la pulizia delle caditoie un optional del proprio servizio **... in questa città irrompe il bilancio preventivo 2020.
Ne parliamo, ovviamente, a grandi linee: un osservatorio che stimoli l’amministratore, ammesso che abbia voglia di farsi stimolare… ché il dubbio ci attanaglia.
Ciò che ha contribuito al sobbalzo mediatico è l’aumento della Tari, con sottotitoli dei media femministi e familisti per il bonus bebé.
La Tari dovrebbe servire a farci stare più puliti. Nobile intento. Non ci preoccupa qualche decino in più all’anno, ma aspettiamo i risultati. Certo, Firenze non è come quell’immondezzaio della capitale, per cui si parte da una buona base… ma ci consenta qualche appunto sulla raccolta differenziata nel centro dentro i viali.
L’aumento della tassa di soggiorno: era ora!! E ci sembra anche poco, ma ci sono i limiti statali.
Sugli investimenti, 557 milioni per la tramvia, ci siamo rassegnati al pessimo, visto che tutte le altre linee di tram (anche senza andare lontano, a Milano per esempio) non prevedono che si viva come ai bordi di una strada ferrata, con passaggi a livello “virtuali” per attraversare la strada o farlo con scarponi da trekking affrontando il pietrisco. Dopo la scellerata scelta di evitare il passaggio al Duomo, proprio non ci meritavamo di vivere come in un libro di Jack Kerouac, saltellando da una strada ad un treno e viceversa.
Glissiamo (con un po’ di vergogna campanilistica) sui 68,5 milioni per le multe: prevedere gli introiti dal presunto livello di inciviltà degli utenti della strada, è triste oltre che mefistofelico.
E ci preoccupiamo del cosiddetto bonus bebé. Poca roba: un milione e mezzo in tre anni. E ancora non si sa come figliare per ottenerlo. Ma perché dare soldi “a babbo morto”, che al limite la mamma può anche andarsi a comprare un rigo di coca alla stazione SMN (mercato garantito con la sorveglianza di questore e prefetto), che non invece dire: vai a comprare ciò che serve al tuo bebé e ti si fa lo sconto fino ad un tetto di xx. Troppo difficile, roba da economia di mercato…
Piste ciclabili: se continuano come fino ad oggi, possono anche risparmiare, visto che non hanno ancora capito che in bici, se ci sono le piste, non si va per farsi un giretto ma per andare al lavoro.
E infine, il motivo conduttore buonista: non abbiamo aumentato le tariffe di mense e nidi. A parte la schifezza delle prime e le liste d’attesa dei secondi, ma perché non avete abbassato le tariffe? Questo sì che sarebbe un fiore all’occhiello. Certo costa, ma un piccolo segnale di aver “toppato” in precedenza e quindi far capire di essere disposti anche a pagare le “toppe”? Altri mondi.


* “tram” era troppo semplice, magari anche solo per farsi capire da chi tutti i giorni italianizza senza aspirare le “c”…
** e nonostante questo e altro continua ad avere in gestione questo servizio… lo stile è quello delle aziende delle mense scolastiche, il cui cibo viene sputato dai ragazzi ma le stesse aziende continuano a vincere gli appalti…
 
 
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