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Crudelta’ alimentari. Aragoste. L’irriverente auspica il vegetarianesimo
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L'irriverente di Vincenzo Donvito
11 gennaio 2018 12:57
 
 La Svizzera, terra d’asilo per profughi politici ed economici, ha aggiunto un tassello a questa sua tradizione: le aragoste. Che non potranno piu’ essere buttate in acqua bollente vive, ma solo dopo che sono state accoppate. A dispregio dei metodi da gourmet di tutto il mondo, quelli per esempio dell’ingrassamento a esplosione per la produzione del francese “fois gras,” o quello indocinese del cervello mangiato direttamente dalla scimmia viva come nel film “Apocalypse Now”, ecco che gli svizzeri si fanno alfieri dell’animalismo dei ricchi (chi altri mangia le aragoste, almeno qui da noi…). Ci sembra gia’ di leggere la notizia che circola dentro i mari (della Sardegna per esempio) nella comunita’ delle aragoste, come nei tanti cartoni animati che facciamo vedere ai nostri figlioli dove umanizziamo tutti gli animali e poi, magari, restiamo perplessi perche’ non vogliono mangiarli: “oh, conviene andare a morire in Svizzera, come gli umani con l’eutanasia”.
Ecco, questo e’ uno dei momenti in cui, senza fare gli estremisti vegani, ci viene voglia di avere la forza di scegliere il vegetarianesimo, non solo come stile e opzione individuale, ma proprio come battaglia politica. Ma ci vuole ancora tempo. Per ora possiamo accontentarci delle cavallette che la Ue ha consentito di mettere nei nostri piatti.
 
 
 
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