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L’irriverente. Battisti entra nella Treccani…. e gli altri scappano? L’informazione in era democratica
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L'irriverente di Vincenzo Donvito
25 ottobre 2017 14:08
 
 Battisti entra nella Treccani. Cosi’ si legge su alcuni titoli di lanci di agenzie stampa. E la mia figliola, che e’ qui accanto a me, mi domanda: “e che ci fa? Hai visto -babbo- che non era quella nullita’ che tu hai sempre detto, tant’e’ che anche quando entra in un canile tutti ne parlano. Ma se e’ quel cattivo che ci dicono, che fanno tutti gli altri cani, scappano? Ma e’ un amico o un nemico dei cani?”.
Io -distratto- che sto pensando di come fare questo mese a pagare il saldo del condominio: che dici? Battisti. Ancora lui. No, non ne posso piu’. Basta. Che gli fanno fare oggi, che ieri ho letto che ha detto di essere innocente? Dov’e’ che va? In un canile? Boh. Sara’ un nuovo posto dove rifugiarsi… ma poi, come si dice, “manco li cani lo vogliono...”. Ma che sto dicendo, fammi vedere. Battisti. Ah, Lucio, non quell’altro. Oh Alice, non hai capito, non e’ quello in Brasile, ma il cantante, il cantautore, quello che ha scritto quelle canzoni che ogni tanto il babbo strimpella alla chitarra “Motocicletta, 10 HP, tutta cromata, e’ tua se dici si’. Mi basta una vita….”. O quell’altra “Sento una canzone dolce in fondo al cuor...”. “E perche’ in un canile -babbo?”. “Nooo, e’ il nome dell’enciclopedia italiana per eccellenza. E sai le sue canzoni -Lucio- hanno segnato piu’ di una generazione, babbo compreso”. “Bah. Senti, babbo, io mi ascolto Shawn Mendes. Che questo qui che si chiama come quello in Brasile non mi piace”. “Non ti piace? Ma l’hai ascoltato qualche volta”. “No. Ma non mi piace perche’ sara’ vecchio come le tue canzoni. There's Nothing Holdin' Me Back….”.
La lascio canticchiare col suo smartphone di supporto. E mi rodo il fegato parlando con me stesso: ma ti rendi conto? Battisti. Gia’ quello li’, l’ex-terrorista si chiama con lo stesso nome di quello patriota e socialista degli inizi del secolo scorso. Che se scrivi “Cesare Battisti” su Google, ti appaiono subito le foto di quello in Brasile e alle voci trovi subito Wikipedia su di lui nato nel 1954, e solo al secondo posto sempre Wikipedia su quello nato invece nel 1875. Cos’e’ che non mi torna? Sono io vecchio e fatto male, oppure siamo alla deriva dell’informazione e della conoscenza? Si’, certo “non ci sono piu’ le mezze stagioni”, “si stava meglio quando si stava peggio”… ma sono proprio cosi’ rincoglionito, cosi’ com’era per me il mio babbo quando avevo l’eta’ della mia figliola? Uhm. C’e’ qualcosa che continua a non tornarmi. Eppur non sono tra coloro che cercano di fare il babbo simpatico e giovanile con le amichette della figliola… c’e’ qualcosa che non mi torna. Non e’ che sono vittima -io e la mia figliola- (si’, e’ po’ esagerato “vittima”, ma non viene meno di simile se non attenuando la portata dell’impatto di questa parola) dell’informazione che ci circonda? (1)

1 – qui un approfondimento sull’imbruttimento e sulla brutalizzazione della comunicazione in era democratica
 
 
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