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Soldi rubati e restituiti. Siamo tutti Leganord
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L'irriverente di Vincenzo Donvito
19 settembre 2018 8:51
 
 E’ stato raggiunto un accordo tra la Procura della Repubblica di Genova e l’amministrazione del partito Leganord per la restituzione degli ormai famosi 49 milioni di euro frutto di una truffa del senatore Umberto Bossi e mai restituiti. L’accordo prevede la restituzione in 600 mila euro ogni anno, quindi occorreranno 76 anni per la restituzione. Nel 2094, quando tutti i protagonisti di questa vicenda saranno morti, lo Stato avra’ soddisfazione della restituzione di questa somma. Oggi sembra che non fosse possibile perché, come ha fatto presente il tesoriere di uno dei principali partiti che ci governa, avrebbe significato ba chiudere i battenti alla loro organizzazione. A garanzia del rimborso sembra che sia stato dato un palazzo di proprietà dello stesso partito (1).
Uno dei partiti maggiormente votati dagli italiani, oggi in testa a tutti i sondaggi elettorali, si è quindi impegnato -garantendolo?- che vivrà ancora così tanto da rimborsare questi importi che, tra l’altro, tra 76 anni è sicuro che avranno un potere d’acquisto molto inferiore rispetto a quello attuale. In regime di partiti che nascono e scompaiono, questo accordo dello Stato con un privato, ci sembra azzardato… comunque, forse siamo poco informati su longevità e regimi politici che reggono, ma è bene ricordare che in Italia (è la nostra storia, of course) nel secolo scorso un regime che aveva un partito che manteneva il potere in modo ferreo, dittatoriale e senza possibilità di libera scelta da parte del corpo elettorale, è riuscito a durare solo 30 anni. Sara’ perche’ le democrazie -come quella nostra attuale- sono più stabili delle dittature; sarà perché da questo regime del secolo scorso ad oggi sono passati quasi cento anni; sarà perchè il tesoriere i e i dirigenti di questo partito che hanno preso soldi con una truffa, essendo oggi dirigenti dello Stato sono più affidabili di quel signore di Predappio che si alleò con Hitler e poi finì a testa in giù a piazzale Loreto a Milano; sarà per tutta una serie di fattori… ma sembra che per la Procura della Repubblica di Genova questa sia la strada da seguire.
Pensando e riflettendo su questo evento, ci siamo ricordati di quando l’anno scorso ci è presa voglia di comprarci un’automobile Ferrari, prezzo complessivo con tutte le tasse etc, circa 300.000. La metà di quanto Leganord deve restituire ogni anno, quindi spiccioli di spiccioli. Eravamo andati da un concessionario e avevamo vantato il fatto di essere quelli che, nelle riunioni di condominio, facevano la voce grossa e riuscivamo a condizionare le decisioni dell’amministratore e della maggioranza. Il concessionario, intimorito ci concesse l’acquisto a rate dilazionate per 5 anni (chi ti fa rate più rate, del resto): 60.000 euro all’anno. Sapevamo che stavamo bluffando, visto che 60.000 euro all’anno da dedicare a questo pagamento non li avevamo, ma eravamo bravi con la voce grossa, sparando anche varie cazzate sul nostro futuro. Quest’anno, però, non siamo in grado di onorare l’impegno e, decisamente, la Ferrari proprio ci piace e non abbiamo intenzione di restituirla. Non abbiamo pagato e la finanziaria del concessionario si è fatta sentire minacciando tuoni e fulmini e mettendo in mezzo la Procura della Repubblica, visto che ci ha anche accusato di millantato credito oltre che di truffa. Siamo andati a parlare col procuratore e, facendogli vedere come sono venuti su bene i nostri figlioli, che parlano bene come noi e promettono resistenza fisica generazionale almeno fino al 2100, lo abbiamo convinto: ci terremo la Ferrari e pagheremo le residue rate (per un totale di 240.000 + una manciata di interessi = 266.000) in 76 anni: 3.500 euro all’anno, quasi 300 euro al mese, come se avessimo comprato una Panda. Dobbiamo riconoscere che il procuratore aveva dei dubbi sulla nostra tenuta in tutti questi anni e sull’operazione finanziaria in sé, visto che neanche un mutuo immobiliare di una banca compiacente di qualche provincia italiana avrebbe accordato una simile dilazione, ma ha considerato il nostro potere in condominio (potere che nel frattempo è cresciuto) ed ha accordato la dilazione anche perché abbiamo portato a nostro credito l’operazione della procura di Genova con il partito Leganord.
Lezione di vita. Avanti il prossimo.

1 – Il Sole24Ore del 19/09/2018
 
 
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