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Passeggiando attraverso il cimitero evangelico “Agli Allori”
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La pulce nell'orecchio di Annapaola Laldi
30 ottobre 2017 11:31
 
  Verso la fine di ottobre, il gruppo femminile della Chiesa evangelica luterana di Firenze, che è una colonna di questa chiesa, ha da tantissimi anni l'usanza di fare una passeggiata per il cimitero evangelico fiorentino “Agli Allori” che si trova sulla via Senese, vicino al Galluzzo, e che ospita una parte monumentale con le tombe di insigni personaggi italiani e stranieri, che hanno dato lustro a Firenze, come Frederick Stibbert, Anna Banti, Harold Acton. Anche Oriana Fallaci ha trovato riposo in questo luogo.
Io, che non amo di solito i cimiteri, trovo questo spazio estremamente rasserenante, grazie al bellissimo paesaggio in cui è inserito. A rendermelo gradito è di certo anche l’assenza di lumini sulle tombe, che trovo raccapriccianti e davvero … funerei.
Ma torniamo alla passeggiata del 25 ottobre, in cui, come di consueto, le signore hanno portato festosi cestini multicolori con piantine e mazzetti di fiori recisi che vengono lasciati sulle tombe di parenti, amici, semplici conoscenti, o anche su tombe un po’ più spoglie di altre. Un'occasione per rinsaldare le amicizie con le compagne della passeggiata e anche con le persone, che non sono più su questa terra, ma il cui ricordo è ben conservato nelle menti e nei cuori di chi sosta sulle loro tombe.
Ad accompagnare il gruppo, il pastore luterano che, oltre a intonare un inno e guidare la recita di un salmo, quest’anno ha portato alcune testimonianze, prese da Internet, per leggerle davanti alle tombe visitate. Sono scritti di uomini e donne, che hanno perduto persone care, e che esprimono dolore inconsolabile o grande nostalgia, ma anche la forza indistruttibile della vita.
Alcune mi sono piaciute e così le ho tradotte e le propongo a chi passa da queste parti.
 
Tracce

Ci siamo incontrati
dentro di me
delle tracce hai lasciato
la tua grafia, il tuo segno
incancellabili
nel mio cuore
ti sei creato uno spazio
per sempre
 
Una volta sola

Una volta sola vorrei
ancora incontrarti,
toccare i tuoi capelli, le tue mani.
Dirti che ti sono grato
per gli anni,
per l’amore,
per la tua vita.
Ma sei diventato irraggiungibile.
Le mie mani si protendono
verso di te
e trovano solo il vuoto.
 
 
 
Eppure
 
Fu come se l’oscurità del mondo
tutta la luce avesse inghiottito,
l’avesse spenta e schiacciata,
l’avesse senza sforzo sopraffatta
e semplicemente riposta
all’altro capo dell’universo.
Fu come se il futuro avesse,
senza avvertire, abbandonato
il mondo,
come se non avesse mai avuto
sul serio l’intenzione di rimanere,
come se avesse riso beffardo
senza pietà sui miei sogni.
Fu come se tutta la gioia
all’improvviso
fosse sparita in un buco
infinitamente profondo,
come se tutto il bello di questo mondo
fosse soltanto un grande
doloroso ricordo,
come se tutto il bene si fosse estinto
per sempre.
E poi imprevista rise la speranza
E improvvisa la luce entrò nella mia vita.
 
 
 
Nuova vita
 
Una nuova vita comincerò,
adesso,
oggi,
qui.
Davanti a tutti
Annuncio un nuovo giorno.
Un giorno
Di speranza,
di gioia
e di vita.
 
 
 
 
 
 
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Direttore Domenico Murrone
 
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