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Farmaci da banco venduti da normali commessi
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Lettera 
29 settembre 2008 0:00
 
Cari amici dell'Aduc sono un Farmacista neolaureato, non titolare, sull'argomento state sbagliando di brutto e vi spiegherò perché.
Quello che accadrebbe che un sacco di Farmacisti non titolari resteranno disoccupati e sempre più deboli di fronte allo strapotere dei farmacisti titolari italiani.
Questa legge non vorrebbe fare sconti al pubblico, ma vuole solo fare un grosso favore a quegli imprenditori e cooperative che vogliono risparmiare sul personale.
I titolari delle Farmacie non vedono l'ora di assumere commessi normali per vendere "solo" i Farmaci da banco nelle loro Farmacie, anche perché da tempo alcuni di loro mettono già commessi non laureati a spedire ricette dotandoli di camice (senza distintivo dell'ordine).
Le parafarmacie chiuderebbero tutte e le Farmacie a numero chiuso avrebbero garantiti i prezzi migliori (per le quantità che acquistano) mantenendoli comunque alti.
Ci sarebbe così solo una diminuzione dell'occupazione dei Farmacisti laureati di cui non finirei mai di ringraziarvi.
L'unica vera strada per la riduzione del prezzo dei Farmaci è l'eliminazione del monopolio attuale, prima di mettere i Farmaci dalle tabaccherie, liberalizzando la vendita di Farmaci con ricetta se dispensati da un Farmacista, come credo fanno in tutto il mondo.
Poi per quanto riguarda la presenza di un Farmacista alla vendita dei farmaci da banco in ogni caso credo che un consumatore dovrebbe esigerla per primo, come servizio in più!
Poi un po' di solidarietà sociale, capisco che i prezzi siano alti, ma non sarà far restare senza lavoro Maestre/i, Piloti, Hostess e Farmacisti ad abbassare i prezzi.ma vi serve proprio la confezione di antidiarroico americano da 96 compresse?


Risposta:
la ringraziamo della lettera, che pubblichiamo. Di nuovo, a noi l'occupazione dei farmacisti interessa in seconda battuta (siamo un'associazione di consumatori). Troviamo la sua analisi sbagliata (simile a quella fatta dagli edicolanti quando si voleva liberalizzare la vendita dei giornali, etc.), e lo dimostrano quei Paesi dove i farmaci da banco sono venduti ovunque, anche negli autogrill. Il nostro obiettivo e' maggiore concorrenza e minori prezzi. E siccome per vendere l'ibuprofene non c'e' certo bisogno di laurea, non si capisce perche' milioni e milioni di consumatori debbano pagare questi farmaci di piu' per mantenere qualche migliaio di farmacisti. Capiamo le sue motivazioni, ma se tutte le categorie facessero e pretendessero quello che pretende lei, come faremmo mai a sopravvivere come Paese e come singoli consumatori con 1500 euro al mese di stipendio?
 
 
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