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 GRAN BRETAGNA - GRAN BRETAGNA - Arresti per possesso di cannabis. Uno su cinque è nero. Campagna di protesta
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Notizia 
4 agosto 2020 15:50
 
Uno su cinque di chi è stato giudicato colpevole di possesso di cannabis in Inghilterra e Galles lo scorso anno era nero. Lo mostrano dati ufficiali, che hanno provocato accuse di ingiustizia razziale nell’ambito delle leggi sulla droga del Regno Unito.
Gli attivisti che hanno lanciato questa accusa sostengono che la percentuale è decisamente sproporzionata visto che solo il 3% della popolazione è nera. Inoltre ci sarebbe anche un legame tra le condanne e gli arresti della polizia durante le proteste del Black Lives Matter.

Le ultime cifre, diffuse dal Ministero della Giustizia, mostrano che uno su cinque, il 21 per cento, dei condannati nel 2018-19 era nero.
Ma la cifra reale potrebbe essere persino più elevata, perché nel 23% dei casi i dati sull'etnia non sono stati registrati.
Mentre quasi uno su 10, 8,2 per cento, di quelli ritenuti colpevoli erano asiatici, il 42 per cento era registrato come bianco.
Le statistiche ufficiali, basate sull'ultimo censimento, stimano che solo il 3% circa della popolazione in Inghilterra e Galles è nera, mentre l'8% è asiatica.

Secondo alcuni esperti le persone di colore hanno una probabilità nove volte maggiore di essere arrestate e ricercate per droghe rispetto ai bianchi.
Niamh Eastwood, direttore esecutivo di Release, un'organizzazione no-profit indipendente che fa campagne sulla droga e sul diritto alla droga, ha dichiarato: “Purtroppo, queste cifre scioccanti non sono sorprendenti. Le nostre leggi sulle droghe vengono usate come scusa dagli agenti di polizia, in particolare per i giovani neri, con "l'odore della cannabis" che viene regolarmente utilizzato come scusa per una incursione". "Le leggi sulla droga non sono solo obsolete ma consentono molestie razziali da parte delle forze dell'ordine, ed è giunto il momento di riformare queste leggi ponendo fine alle sanzioni penali per possesso".

Ed ha aggiunto: “Nel periodo di confinamento abbiamo visto ripetutamente video sui social media della polizia che molestava giovani neri e Release ha ricevuto segnalazioni di persone di colore che sono state prese di mira da agenti, spesso con la scusa delle droghe.
"A Londra, la Met Police è riuscita a effettuare quasi 44.000 incursioni nel maggio 2020, il dato mensile più alto da gennaio 2012, il 60% di queste riguardava droghe e in gran parte riguardavano il possesso di cannabis".

La candidata della leadership liberaldemocratica Layla Moran, che ha diffuso i dati, ha dichiarato: “Queste cifre mostrano l'evidente ingiustizia razziale nel cuore delle leggi sulla droga obsolete del Regno Unito. I neri rappresentano meno del quattro per cento della popolazione, ma sono un quinto di quelli che sono stati condannati per possesso di cannabis. Ciò è senza dubbio legato all'uso sproporzionato dei fermi e dei blitz nei confronti di persone appartenenti a una minoranza nera o etnica". “Le proteste del Black Lives Matter hanno dimostrato l'urgente necessità di affrontare le disuguaglianze razziali e la discriminazione in tutte le loro forme. Ciò deve includere una revisione completa delle leggi britanniche sulle droghe per garantire che chi appartiene a minoranze etniche e nere non sia ingiustamente discriminato".

A giugno, i leader della polizia britannica hanno dichiarato che stavano elaborando un "piano d'azione" per affrontare le disuguaglianze razziali nel sistema di giustizia penale del Regno Unito, sulla onda emotiva della morte di George Floyd negli Stati Uniti. Il Consiglio dei capi di polizia nazionale ha dichiarato che una delle tematiche da affrontare è quella degli arresti e dei blitz.

Quando è stata nominata ministra dell’Interno l'anno scorso, Priti Patel ha preso una dura posizione sulle droghe, dicendo che i consumatori di cannabis non dovrebbero essere sottovalutati dalla polizia.
I dati della scorsa settimana diffusi da Layla Moran hanno mostrato che gli studenti neri sono stati colpiti in modo sproporzionato con le sospensioni a tempo determinato dalle scuole in Inghilterra.

Un portavoce del governo ha dichiarato: “Siamo impegnati ad affrontare le disparità razziali nel sistema giudiziario, dall'accusa alla riabilitazione. Nessuno dovrebbe essere preso di mira a causa della propria razza, motivo per cui raccogliamo e pubblichiamo più dati possibili sulle disparità di stop-and-search in modo che le forze di polizia ne tengano conto".

(articolo di Kate Devlin, pubblicato sul quotidiano The Independent del 03/08/2020)
 
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