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 ITALIA - ITALIA - Cannabis light. E' spaccio se THC oltre 0,2%. Cassazione
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13 marzo 2019 8:17
 
E' spaccio vendere infiorescenze di 'cannabis sativa' - c.d. 'cannabis light' (legalizzata dalla legge 242/2016) - con THC superiore allo 0,2%, anche se entro il limite dello 0,6%. In altri termini, la 'soglia di tolleranza' di THC dallo 0,2% (limite di legge) allo 0,6%, prevista per l'agricoltore, che trova fondamento nella incontrollabilita' del 'ciclo colturale', non si applica anche al commercio della pianta che, dunque, puo' essere sequestrata. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza 10809 depositata oggi, accogliendo il ricorso del procuratore della Repubblica di Ancona contro il provvedimento del locale Tribunale che aveva negato la conferma del sequestro preventivo di 'confezioni di cannabis light' in vendita presso il negozio dell'imputato. Secondo il giudice di merito dalla previsione per cui e' possibile procedere al sequestro delle piante solo in caso di coltivazione che presenti un THC superiore allo 0,6%, doveva dedursi che entro tale soglia era lecita anche la commercializzazione. Una ragionamento bocciato dalla Suprema corte. Per il commerciante di prodotti a base di canapa, infatti, a fronte della 'concreta efficacia psicotropa della sostanza', puo' scattare il reato ex art. 73, Dpr 309/90. Per cui 'quando sussista il fumus del reato ossia quando si accerti una percentuale di THC idonea a produrre un significativo effetto drogante' si puo' procedere al sequestro. La Corte boccia poi come 'immotivata' e 'destituita di qualsivoglia fondamento ermeneutico' la circolare del Ministero delle politiche agricole del 22 maggio scorso laddove include anche le infiorescenze tra i prodotti regolamentati dalla legge.
 
 
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