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 ITALIA - ITALIA - Cassazione: no ad espulsione se immigrato e' gay e proviene da Paesi omofobici
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Notizia 
19 gennaio 2008 0:00
 
Un immigrato extracomunitario che riceve un ordine di allontanamento dall'Italia, puo' rimanere nel paese se e' omosessuale e nel suo Stato d'origine questa condizione e' perseguita penalmente. Lo ricorda la Corte di Cassazione in una sentenza, la n. 2907.
Il caso preso in esame dalla I Sezione Penale, riguarda un immigrato clandestino che aveva disatteso l'ordine di espulsione (compiendo cosi' reato) dalla provincia di Modena. Il tribunale del capoluogo aveva assolto il ragazzo che aveva spiegato di essere rimasto in Italia perche' nel suo paese di provenienza, il Marocco, la sua omosessualita' lo avrebbe messo a rischio di persecuzione.
Mentre la maggioranza, compreso il ministro per le Pari opportunita' Barbara Pollastrini, accoglie positivamente la sentenza, l'opposizione la critica duramente perche' ritiene che con la motivazione-scusa dell'omosessualita' la legge attuale potra' essere aggirata. Luca Volonte', capogruppo Udc alla Camera, dice di essere 'stupito ed amareggiato per decisioni cosi' discriminatorie: dopo la sentenza bastera' dichiarare di essere gay per evitare l'espulsione e trovare in Italia il proprio Paradiso di illegalita''. Per Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Fi, 'si rischia, di fatto, di favorire un aggiramento della legge Bossi-Fini ed implica una contestuale impossibilita' di eseguire i legittimi provvedimenti di espulsione. Verificare l'orientamento sessuale di una persona e' estremamente difficile e complicato'. Fuori dal coro dell'opposizione e' un esponente della Lega, il senatore Massimo Polledri, per il quale la sentenza 'e' legittima perche' nei paesi islamici i gay sono perseguitati e, come in Iran e Arabia Saudita, addirittura condannati alla pena capitale'.
Tira un sospiro di sollievo il ministro Pollastrini per il quale quella della Cassazione 'e' una sentenza saggia, umana e assolutamente coerente con la normativa europea di recente recepita dal Parlamento italiano. E' inoltre la dimostrazione che la tutela dei diritti puo' e deve essere estesa anche attraverso un impegno comune dei legislatori ai vari livelli e dei giudici'. Gianpaolo Silvestri del gruppo Verdi-Pdci, parla di 'un'operazione di giustizia e umanita'. E' una sentenza - afferma Lidia Menapace, senatrice di Prc - 'sacrosanta che mi rasserena, in questo clima anti-gay dettato dal clericalismo imperante'. E' poi un fatto di 'grande rilevanza' per il socialista Franco Grillini. Soddisfatta anche l'Arcigay perche' la sentenza rende giustizia ai perseguitati.
'Il diritto alla vita e' sacro ed inviolabile, prescinde dal colore della pelle, dalla razza, dagli orientamenti sessuali o politici, ma continuare ad allargare i buchi di un filtro che contiene gia' troppe falle rischia di creare un danno, anziche' ribadire un diritto'. Il sindaco di Sassuolo, Graziano Pattuzzi, commenta cosi' la decisione della Cassazione resa nota ieri che, di fatto, permette al clandestino omosessuale di non ottemperare all'ordine di espulsione se in patria rischia di essere perseguito penalmente.
'Nessuno vuole puntare il dito contro gli omosessuali - prosegue il sindaco di Sassuolo, dove forte e' la presenza di immigrati - ma nessuno vuole che, per evitare di ottemperare all'ordine di espulsione, si possa superficialmente dichiarare di non avere soldi, non avere documenti o essere omosessuali'.
 
 
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