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 MESSICO - MESSICO - Guerra alla droga. Guanajuato, almeno 62 omicidi una settimana dopo arresto boss 'El Marro'
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10 agosto 2020 15:04
 
Sono almeno 62 gli omicidi registrati nello stato messicano di Guanajauato, una settimana dopo l'arresto di Jose' Antonio Ye'pez Ortiz, il leader del Cartel de Santa Rosa conosciuto con il soprannome di "El Marro". Lo riportano i media locali dando conto di una possibile lotta alla successione, tanto all'interno del cartello, quanto nei confronti della organizzazione criminale diretta concorrente, il Cartel Jalisco Nueva Generacion (Cjng). L'evento piu' doloroso si e' registrato a Leon, citta' nel cuore dello stato centrale del Messico, con l'uccisione di 22 persone - tra cui una madre di famiuglia, la figlia e una nipote - a seguito di un attacco con armi a fuoco.

Nella serata di domenica, la procura generale del Guanajuato ha formalizzato l'accusa di sequestro nei confronti di "El Marro", confermandone lo stato di detenzione. "Jose' Antonio 'N', alias 'El Marro', e' stato iscritto a processo penale", come "risultato delle indagini della Unita' specializzata contro il sequestro", riferisce la procura in un messaggio pubblicato sul proprio profilo twitter. L'uomo e' accusato anche di reati legati all'appartenenza alla criminalita' organizzata e di "huachicoleo", il furto di carburanti praticato per la rivendita clandestina, autentica piaga per la gestione sicurezza del paese.

Arrestato il 2 agosto con un'operazione che ha avuto una ampia eco mediatica. Secondo quanto riferiva "Milenio", l'arresto veniva effettuato con almeno 50 mezzi blindati della procura. Il presunto criminale e' stato nel fine settimana trasferito in un carcere di di massima sicurezza, nello stato del Messico. Una scelta, segnalava la procura, legata ai rischi per la permanenza nel carcere di media sicurezza a Guanajuato: "trovandosi nello stato dove ha costruito una rete di complicita' era piu' facile o rendeva vulnerabile la sua permanenza".

Quello della criminalita' rimane un problema cruciale dell'agenda politica messicana. A meta' luglio, il ministero della Sicurezza pubblica ha presentato il bilancio semestrale delle azioni criminali sferrate su tutto il territorio nazionale. Il ministro Alfonso Durazo ha rimarcato che il numero degli omicidi e' in crescita ma con un ritmo sempre meno accelerato. Stando ai dati elaborati dalla segreteria esecutiva del Sistema nazionale di sicurezza pubblica (Senp), nei primi sei mesi dell'anno si sono registrati 17.493 omicidi, in aumento dell'1,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019. Ma da gennaio a giugno, rileva Durazo, si e' registrata una diminuzione dello 0,8 per cento. Un dato che confermerebbe il progressivo raffreddamento del numero delle morti violente rispetto alla tendenza fin qui fissata dalla serie storica: una "divaricazione", sottolinea il ministro con il conforto di alcuni grafici, ben rappresentata dalla tendenza in costante crescita fino alla fine del 2018 e "l'appiattimento" da gennaio 2019 in avanti.

 I numeri assoluti, anche in caso di conferma di un calo nel ritmo complessivo di omicidi, potrebbero comunque portare il paese a chiudere il 2020 con un nuovo triste record di violenza, "battendo" i 34.608 omicidi registrati in tutto il 2019. A giugno si sono contati 2.851 omicidi dolosi, 65 in meno di quelli contati a maggio (un calo del 2,23 per cento): a gennaio erano 2.991 e a marzo si era raggiunto il picco annuale di 3.033. La punta piu' alta rimane luglio 2018, quando il numero di omidici e' stato pari a 3.074. Notizie non buone invece sul fronte dei femminicidi, voce all'interno della quale vengono ricomprese le uccisioni di donne legate a violenza di genere. A giugno di quest'anno, l'aumento su mese e' stato del 35,62 per cento (99 vittime contro 73) e le 489 uccisioni del primo semestre fanno aumentare la voce del 9,2 per cento su anno. Il tasso complessivo di omicidi per ogni centomila abitanti e' stato di 13,7.

Il ministro ha quindi messo in rilevo il calo annuo riscontrato a giugno, talvolta robusto, di altri reati di "alto impatto": -45,1 per cento di scippi nel trasporto pubblico, -28,5 per cento di scippi per strada, -28,2 per cento di furti di bestiame e -24 per cento di furti di automobili. Importante poi il calo dei furti di carburanti, reato molto battuto dalla criminalita' locale, con un risparmio - da gennaio 2019 a luglio 2020 - di poco piu' di 95 miliardi di pesos, l'equivalente di circa 3,7 miliardi di euro. "Questi numeri ci indicano, ci certificano, la bonta' della nostra strategia contro l'insicurezza. No abbiamo mai pensato che la criminalita' si sarebbe ridotta da un giorno all'altro, dal momento che la sua crescita e' stata il prodotto di un lungo processo sociale", ha sottolineato Durazo.

Per contrastare la violenza, il governo messicano del presidente Andres Manuel Lopez Obrador punta ad attivare investimenti pubblici che permettano di creare occupazione, riducendo cause di emarginazione e disparita' sociali, soprattutto nelle zone meno agiate del paese. Ha quindi creato un nuovo corpo di sicurezza - la Guardia Nazionale - cui spetta il compito di controllare con "professionalita'" il territorio. Il personale, poco meno di 80mila elementi proveniente da altre forze di sicurezza e nuovi assunti, viene istruito per agire nel rispetto dei diritti umani e con meccanismi che dovrebbero allontanare possibili infiltrazioni criminali. "Amlo" ha inoltre lanciato un piano di contrasto alla corruzione su tutti i livelli, nella convinzione che una nuova stagione di moralita' nella politica possa contribuire a ridurre il risentimento sociale e le occasioni di delinquenza. 
(Nova)
 
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