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 ASIA - ASIA - Guerra alla droga. Oltre 20 mila vittime
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10 luglio 2019 7:38
 
L'ultima vittima della guerra alla droga in corso nelle Filippine si chiama Myka Ulpina. È una bambina di 3 anni ed e' stata colpita, nella provincia di Rizal, da un proiettile esploso dalla polizia, che voleva in realta' uccidere il padre, Renato Dolofrina. Come lei ci sono altre migliaia di vittime della strategia messa in piedi da Rodrigo Duterte, presidente del Paese dal 2016, che sta replicando la politica gia' messa in atto nella citta' di Davao, nelle Filippine meridionali, dove e' stato sindaco per oltre 20 anni. I dati. Sapere con certezza quante persone siano state uccise nel corso di questa guerra alla droga e' pressoche' impossibile, ma di stime ne circolano parecchie. Secondo i dati diffusi da alcune ong, sarebbero gia' state ammazzate circa 15 mila persone. Ma in passato il senatore Antonio Trillanes, che milita nelle file dell'opposizione, aveva ipotizzato un numero ancora piu' alto: a febbraio 2017, infatti, parlava gia' di oltre 20 mila vittime. Dal canto loro, le autorita' parlano ufficialmente di 6.600 morti. Le vittime collaterali. Oltre ai morti, la lotta alla droga scatenata da Duterte ha creato anche uno stuolo di famiglie delle persone uccise, colpite per sempre nella loro quotidianita'. Per Carlos H. Conde, ricercatore di Human Rights Watch, che ha pubblicato il report Collateral Damage: The Children of Duterte's War on Drugs, "l'impatto psicologico, emotivo, sociale ed economico delle uccisioni dei loro cari, che spesso erano i pilastri della loro famiglia, crea numerosi problemi ai bambini filippini vittime della guerra alla droga". Secondo le stime della ong, da giugno 2016 a oggi piu' di 100 bambini sarebbero stati uccisi nel corso di operazioni di contrasto alla droga. Il presidente non perde consenso. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questa situazione pare non aver inciso in alcun modo sull'appoggio verso il presidente Duterte, che continua a registrare un alto grado di popolarita'. Duterte e' infatti uscito rafforzato dalle ultime elezioni, che si sono tenute lo scorso 13 maggio e la cui campagna elettorale era stata incentrata proprio sulla drammatica strategia di guerra alla droga intrapresa. Le proteste. Fuori dai confini, la politica di Duterte continua invece a raccogliere molte critiche. Sia a causa delle tante esecuzioni extragiudiziali e violazioni ai diritti. Sia per la sua sterzata verso Cina e Russia quanto a relazioni internazionali. L'articolo integrale di Fabio Polese (da Chiang Mai, Thailandia), "Guerra alla droga: nelle Filippine si contano migliaia di "vittime collaterali" puo' essere letto su Osservatorio Diritti.
 
 
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