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 MESSICO - MESSICO - Guerra alla droga. Le relazioni tra cartello di Sinaloa e il capo della polizia durante il governo Calderon
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24 settembre 2020 15:46
 
I pezzi del puzzle iniziano ad incastrarsi. Diciassette registrazioni in possesso dell'ufficio del procuratore Usa potrebbero mostrare i presunti legami tra il massimo capo della polizia messicana durante il governo di Felipe Calderón (2006-2012), Genaro García Luna, e il cartello di Sinaloa.
Le registrazioni presentate il mese scorso, con una relazione di due pagine, dal procuratore Richard P. Donoghue, sarebbero state intercettate quando García Luna era segretario alla Pubblica Sicurezza (2006-2012).
Nel documento, svelato dal giornalista Miguel Ángel Vega, del settimanale Río Doce, si legge: “In allegato troverete quanto scoperto dal governo in conformità alle Regole federali sulla procedura penale. Si noti che la scoperta allegata contiene materiale protetto e deve essere gestita di conseguenza. Il governo chiede anche la protezione di questo materiale da parte della difesa degli imputati”.
Sebbene le registrazioni siano già state presentate davanti a un tribunale federale, non si sa se il giudice Brian Cogan - incaricato del caso - accetterà le prove, poiché dovrà essere verificato se l'ufficio del procuratore americano le ha ottenute legalmente.
Nella relazione sono state anche presentate due registrazioni che mostrano la storia finanziaria dell'imputato, registrazioni che saranno integrate nelle migliaia di prove che l'accusa ha contro Genaro García Luna.
Queste registrazioni sono solo la punta dell'iceberg. Nel 2018, durante il processo contro Joaquín el “Chapo” Guzmán, il narco Jesús el “Rey” Zambada ha sostenuto di aver effettuato pagamenti milionari a Genaro García Luna.
Zambada, il primo testimone per l'accusa nel caso contro Guzmán, ha spiegato a una giuria a Brooklyn, New York (USA) di aver effettuato due pagamenti specifici per garantire la protezione del fratello maggiore, Ismael el "Mayo" Zambada, fondatore e capo del cartello di Sinaloa, impedendogli così di essere arrestato.
La prima tangente - consegnata in un ristorante nel 2005 - è stata di 3 milioni di dollari. García Luna era al comando dell'agenzia investigativa federale. In seguito ce ne sono state altre di 3 o 5 milioni di dollari nel 2007, quando García era già Segretario della Pubblica Sicurezza.
“Hai incontrato García Luna in un ristorante?” Gli ha chiesto l'avvocato William Purpura.
"Sì", ha risposto il "Re" Zambada. Secondo la testimonianza, il denaro era in una valigetta e la prima tangente aveva lo scopo di convincere a nominare una persona di fiducia del cartello a capo della polizia a Culiacán, Sinaloa, per "tenerla in tasca". Il "Re" ha affermato che erano soldi di May.
Inoltre, ha indicato che García Luna aveva "un fermo impegno" per il clan dei fratelli Beltrán Leyva. Per garantire la protezione dell'organizzazione, ha aggiunto, tra il 2006 e il 2007 hanno sborsato 50 milioni di dollari attraverso i sicari Édgar Valdez Villareal, la "Barbie", e José Gerardo Álvarez Vázquez, l'"Indio".
La giustizia degli Stati Uniti cerca di dimostrare la presunta relazione tra l'ex Segretario della Pubblica Sicurezza del Messico e il trafficante di droga in Messico.

(articolo su Infobae del 23/09/2020)
 
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