testata ADUC
 MONDO - MONDO - L’ONU vuole vietare la pubblicità della cannabis
Scarica e stampa il PDF
Notizia 
8 luglio 2021 9:51
 
La cannabis non è legale in tutto il mondo. Tuttavia, un numero crescente di paesi sta verificando come legalizzarla e un numero significativo di paesi consente già alle aziende di cannabis medica di operare legalmente. Inoltre, diverse aziende di cannabis importano ed esportano legalmente cannabis medica in tutto il mondo. L'industria internazionale della cannabis sta marciando ovunque. L'ascesa dell'industria legale sarà presumibilmente accompagnata da un aumento della pubblicità in merito, visto che la pubblicità è l’anima del commercio anche per la cannabis.
Ma se le Nazioni Unite faranno a modo proprio, la pubblicità non sarà un'opzione per queste aziende.
Divieto globale di pubblicità
Alla fine di giugno le Nazioni Unite hanno chiesto un divieto globale della pubblicità dell'industria della cannabis, in linea con quanto già accade per i vari divieti pubblicitari del tabacco. "Un divieto completo di pubblicità, promozione e sponsorizzazione della cannabis assicurerebbe che gli interessi della salute pubblica prevalgano sugli interessi commerciali", hanno dichiarato le Nazioni Unite tramite il loro World Drug Report annuale, pubblicato ogni anno dall'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC). "Un tale divieto dovrebbe applicarsi in tutte le giurisdizioni", prosegue il rapporto. Parte della "giustificazione" per un tale divieto è che la potenza della cannabis monitorata è aumentata negli ultimi decenni e le Nazioni Unite sembrano temere l'aumento della potenza che porta a maggiori problemi tra i giovani.
Vale però la pena notare che la cannabis potente, pur se in crescita negli ultimi anni, non è una novità, poiché essa è già disponibile in molte nazioni da molti anni.
Vietare la pubblicità della cannabis sarebbe ipocrita
Comunque, questo appello delle Nazioni Unite non è vincolante, è solo una raccomandazione. I Paesi membri delle Nazioni Unite dovrebbero assumersi la responsabilità di implementarli e farli rispettare. Un divieto alla pubblicità del tabacco ha senso dato che i prodotti del tabacco sono responsabili di oltre 8 milioni di decessi ogni anno secondo l'Organizzazione mondiale della sanità. L'industria del tabacco si è impegnata in pratiche pubblicitarie ingannevoli nel corso degli anni e vietare la pubblicità dei prodotti del tabacco è logico. La pubblicità sull'alcol, invece, può essere trovata in tutto il mondo; e questo nonostante l'alcol sia notevolmente più dannoso della cannabis. Secondo uno studio peer-reviewed la cannabis è 114 volte più sicura dell'alcol. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 1 decesso su 20 nel mondo è dovuto al consumo di alcol, compresi quelli causati da incidenti, suicidi e omicidi. Lo stesso non si può dire della cannabis. Nessuno è morto per ingestione/inalazione di cannabinoidi nella storia umana e l'industria emergente della cannabis non ha avuto precedenti di pubblicità ingannevole rispetto all'industria del tabacco. L'industria legale del tabacco esiste da molto più tempo rispetto all'industria legale della cannabis, per cui la regolamentazione per la cannabis avrebbe più senso che non un divieto completo.
(Skunk del 29/06/2021)
 
CHI PAGA ADUC
l’associazione non percepisce ed è contraria ai finanziamenti pubblici (anche il 5 per mille)
La sua forza sono iscrizioni e contributi donati da chi la ritiene utile

DONA ORA
 
 
NOTIZIE IN EVIDENZA
 
AVVERTENZE. Quotidiano dell'Aduc registrato al Tribunale di Firenze n. 5761/10.
Direttore Domenico Murrone
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori