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 ITALIA - ITALIA - Referendum cannabis. 100.000 firme in 24 ore!
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12 settembre 2021 12:52
 
 Un risultato straordinario ma non sorprendente: la firma digitale ha finalmente dato un senso anche politico ai social. E proprio sui social la cannabis e' conosciuta e apprezzata tanto quanto se ne criticano le proibizioni. Grazie alle centomila firme che in 24 ore hanno confermato convinzioni antiproibizioniste e avanti con firme e donazioni perche' ogni firma ci costa un euro: lo dichiara Marco Perduca dell'Associazione Luca Coscioni e presidente del comitato promotore referendum. "Gli italiani stanno dimostrando di voler cogliere una preziosissima occasione di partecipazione, di dibattito e di riforma. Oggi, come sempre, i referendum sono anche lotta per le regole e per l'informazione ai cittadini. Come promotori chiediamo che questo referendum non subisca discriminazioni per quanto riguarda i termini di tempo per il deposito delle firme", dichiara Riccardo Magi (+Europa), membro del comitato promotore referendum. Una straordinaria partecipazione dal basso che va contro allo stallo della politica e che mira con ottimismo al 30 settembre, data limite per la consegna delle 500.000 adesioni.

La raccolta firme per il referendum cannabis, che si terra' solo online al sito referendumcannabis.it, ha preso il via sabato 11 settembre dopo il deposito dello scorso 7 settembre presso la Corte di Cassazione da parte di un gruppo di esperti, giuristi e militanti, da sempre impegnati contro il proibizionismo, coordinati dalle Associazioni Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Societa' della Ragione e Antigone. Alla proposta hanno preso parte anche rappresentanti dei partiti +Europa, Possibile e Radicali italiani.

"Un risultato incredibile" commenta Leonardo Fiorentini, segretario nazionale di Forum Droghe "che è segno che quello della fine della repressione della cannabis è, nonostante i tweet dell'ex Ministro della Paura, un tema molto sentito dai cittadini."
"La riforma delle politiche sulle droghe - continua Fiorentini - e quelle sulla cannabis in particolare, sono una priorià del paese: il 35% dei detenuti italiani è in carcere per droghe, contro una media europea del 18% e in questi 30 anni quasi un milione di persone è stata segnalata per consumo di cannabis. 6 milioni di italiani la usano oggi, mentre quasi la metà dei nostri concittadini l'ha usata nella vita. Ma non ci rivolgiamo solo a questi: una nuova regolamentazione della cannabis è necessaria per un uso consapevole e più sicuro, per evitare gli abusi e per limitare l'uso dei più giovani, come dimostrato nelle esperienze di legalizzazione. Ed è anche una straordinaria occasione di togliere risorse alle mafie e riaprire una filiera legale che dia occupazione ai giovani e produca ricchezza e entrate fiscali."
 
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