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FIRENZE RIFREDI. UNA STAZIONE PROIBITA PER CHI E' IN CARROZZELLA (E COMUNQUE DIFFICILE PER I MEN CHE MOTORIAMENTE ABILI)
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Articolo di Annapaola Laldi
1 novembre 2008 0:00
 
Passando per Firenze Rifredi …
Da circa vent'anni, quando vado a Firenze, al 99,99% rigorosamente in treno, sosto alla stazione di Firenze Rifredi che e' l'importante nodo ferroviario nordoccidentale con cui si accede al (o ci si diparte dal) capoluogo toscano. Qui, infatti, convergono e da qui si smistano i treni che collegano Firenze con tutto il nord attraverso Bologna e Prato, quelli che servono la costa tirrenica, via Lucca, Pistoia e Prato, e quelli di Siena e ancora della costa tirrenica (via Pisa) transitanti per Empoli. A parte i treni regionali e interregionali, che vi sostano obbligatoriamente, vi si fermano anche diversi treni Intercity e Eurostar che uniscono il Nord e il Sud della penisola e che abbreviano i tempi di percorrenza evitando quel cul de sac che, in quanto stazione di testa, e' Firenze Santa Maria Novella. E obbligando di conseguenza molti passeggeri diretti in centrale (o da essa provenienti) a trasbordi, come si vedra', non del tutto indolori.
Dovrei dunque conoscere questa stazione a menadito, dato che, specialmente quando arrivo a Firenze, la osservo ogni volta con cura e curiosita', eppure mi sono dovuta rendere conto che la mia capacita' di osservazione segue leggi che non mi sono ancora molto note. Tant'e'. Sta di fatto che solo di recente ho cominciato a scrutare i marciapiedi alla ricerca di … qualcosa che non c'era… ma che, gia' da tempo, era spuntato come funghi in diverse altre stazioni di transito, non solo abbastanza grandi come Arezzo o Firenze Campo di Marte (altro snodo fiorentino, questa volta rivolto verso Sud), ma anche in piu' piccole come quella di Empoli. E finalmente ho capito.
 
... eureka! Ho trovato … cio' che manca
A Firenze Rifredi brillano per la loro assenza niente di meno che gli ascensori che servono a rendere praticabile una stazione del genere anche a chi non puo' assolutamente muoversi con le proprie gambe oppure ha comunque difficolta' a muoversi a piedi, vuoi perche' con bagagli plurimi e/o pesanti che non puo' trascinarsi su e giu' per le scale, o perche' troppo anziano o sofferente (di cuore, per esempio) per farsi su e giu' le medesime scale, oppure comunque in momentanea difficolta' perche' donna incinta, o persona con pargolo in carrozzina, o altra, giovane o anziana con qualche distorsione o frattura a un arto inferiore che sconsiglia o addirittura impedisce, di nuovo, lo strapazzo delle scale. Insomma, come si vede, le possibilita' che le scale rappresentino un grosso, addirittura insormontabile ostacolo sono tantissime e non si limitano ai paraplegici.
Tanto piu', va aggiunto, che alla stazione di Rifredi non c'e' un solo marciapiede che si possa raggiungere senza usare le scale, che, anzi vanno fatte due volte, una per accedere al sottopassaggio e una per portarsi sul marciapiede giusto (anche quello relativo al primo binario).
 
Non puoi usare le scale? E allora cammina che' ti fa bene!
Cio' significa che a Firenze Rifredi non sono state rimosse le barriere architettoniche?
Eh no! Questo non si puo' affermare a rigore, perche' in alternativa alle scale ci sono gli scivoli: e uno per ciascun marciapiede. E allora qual e' la materia del contendere?
E' che non si ha idea di che passeggiata sia richiesta in alternativa alle scale. Infatti gli scivoli sono posti lontano lontano, che piu' lontano non si puo', tanto che personalmente non riesco a capire chi siano state quelle menti illuminate di progettisti e revisori che hanno avuto cotanta pensata, in un'epoca, oltretutto, in cui la necessità di rimuovere le barriere architettoniche nelle stazioni ferroviarie era ormai un fatto acquisito (la radicale ristrutturazione della stazione di Firenze Rifredi risale infatti agli inizi del Duemila, non del Milleovecento).
Nei miei sopralluoghi del 3 agosto e del 28 ottobre scorsi ho controllato le distanze in passi che ho poi trasferito in metri (un mio passo e' lungo all'incirca 65 centimetri), e questi sono i risultati per fare comprendere il problema:
chi non puo' far le scale, per raggiungere il proprio binario dagli ingressi (via dello Steccuto dalla parte del quartiere di Rifredi/Careggi o via Vasco de Gama dalla parte di Firenze Nova) deve sobbarcarsi una camminata complessiva che va da 500 ai 600 metri, a seconda del punto in cui deve salire sul convoglio; lo stesso vale a ritroso per chi scende dal treno e deve uscire dalla stazione. Il percorso e' misto: c'e' da camminare in piano (marciapiede e sottopassaggio) e in pendenza (discesa e/o salita sugli scivoli). C'e' da aggiungere che circa 140 metri sono totalmente allo scoperto, perche' la tettoia copre solo la parte iniziale-centrale dei marciapiedi, e che questa distanza raddoppia se la persona ha la (s)ventura di dover uscire su via dello Steccuto perche' si deve fare una volta il percorso sul marciapiede su cui arriva o parte il treno (compreso il marciapiede 1/2) e una volta sul marciapiede che unisce l'entrata/uscita di via dello Steccuto con lo scivolo che porta al sottopassaggio da cui poi si deve risalire al marciapiede desiderato. E se piove? E se d'inverno c'e' il ghiaccio?
Beh, come dice il mio giovane amico G., ormai diciannovenne: "C.T.", che in modo meno sboccato, ma sempre toscanaccio, si puo' tradurre "Cavoli tua!".
Insomma alla stazione di Firenze Rifredi, tra le cose severamente vietate, come gettare oggetti dal finestrino, c'e' anche quella di essere meno che normalmente abili!
E infatti, nei miei sopralluoghi ho potuto vedere come sono costrette ad arrancare per le scale vecchie signore con una valigia per loro gia' troppo pesante, o persone con un certo numero di bagagli (e magari pargolo in carrozzina), le quali ultime sono costrette a lasciare una parte dei bagagli (e anche il bambino) in cima alle scale (o allo scivolo, se sono scese piu' vicino a esso), affidando quelle che restano momentaneamente incustodite di sopra o di sotto al buon cuore dei passanti per il numero delle volte necessario al trasferimento di tutto quanto sull'agognato taxi o altro mezzo di locomozione su gomme.
 
E col disabile motorio D.O.C. come la metto?
Mi sono informata in tutte e due le mie visite a questa stazione presso l'unico sportello che ho trovato aperto, e mi hanno detto che l'arrivo (o la partenza) di una persona in carrozzella va prenotato almeno 24 ore prima dell'orario del treno. Nel qual caso doveva poi essere disponibile il servizio del carrello elevatore (e forse il trasporto della carrozzella fino al punto desiderato). Niente si e' rivelato piu' falso di questa informazione, come mi ha convinto una telefonata fatta alle ore 14:30 di mercoledi' 29 ottobre, al numero 199303060, un numero a pagamento a cui risponde il servizio assistenza disabili di Firenze. Infatti l'operatore che mi ha risposto ha dichiarato che la stazione di Firenze Rifredi non e' affatto abilitata per chi ha bisogno della carrozzella. Alla mia osservazione che avevo ricevuto informazioni diverse, ha confermato quanto aveva appena detto e poi, alla mia ulteriore osservazione che allora si doveva dire che Firenze Rifredi e' sbarrata a questo tipo di disabili, si e' risentito non poco, ribadendo il concetto di "non abilitata" e aggiungendo, quasi a mo' di sfida, che a Rifredi c'e' il servizio di accompagnamento ciechi e altri disabili (che pero' siano in grado di salire e scendere dai treni con le loro gambe).
Devo pero' e voglio aggiungere che questa informazione contrasta non solo con quella ottenuta alla stessa stazione di Rifredi sia il 3 agosto sia il 28 ottobre, ma anche con quella ottenuta all'Ufficio assistenza disabili di S.M.N. il 21 ottobre u.s., quando l'impiegato mi aveva dato il numero 199303060 (in sostituzione di un numero comune fornitomi a Rifredi in agosto), dicendomi, al contempo, che pero' il servizio per le carrozzelle era momentaneamente sospeso a Rifredi per un guasto al carrello elevatore (lo stesso problema risultava esserci nella stazione di Viareggio).
 
Tutto qui? (se vi sembra poco!)
Non proprio. Anche se le informazioni che ho fornito gettano una luce sinistra sullo stato (starei per dire di sadismo) di questa importantissima stazione in un punto estremamente nevralgico del servizio qual e' quello rivolto a chi ha una qualunque difficolta' di movimento (che puo' essere costituita, come ho dimostrato, anche dal numero e/o dalla pesantezza dei bagagli che si e' costretti a trasportare), di pecche anche grosse ve ne sono altre.
Visto che ero in stazione anche il 28 ottobre ho fatto un accurato controllo pure delle fontanelle. In tutto ve ne sono otto: una sul marciapiede 1/2 e una sul marciapiede del binario 9, entrambe a circa sessanta metri dallo scivolo, quindi molto lontana dalla tettoia, e comunque rigorosamente non funzionanti. Su ciascuno dei restanti marciapiedi (binari 3/4, 5/6 e 7/8) ve ne sono due, una sotto la tettoia e l'altra all'altezza di quelle gia' appena menzionate; ne funziona solo una e precisamente quella sul marciapiede 7/8 che si trova piu' vicina allo scivolo. Le altre o sono allucchettate o mancano del pulsante necessario per far uscire l'acqua.
Questo per aggiungere un'ulteriore precisazione alle molte altre informazioni gia' presenti nel comunicato stampa/denuncia che l'ADUC ha pubblicato proprio su Firenze Rifredi il 21 ottobre scorso, a cui volentieri rimando: clicca qui .
 
Per concludere, a mio avviso, l'unica nota pienamente positiva sta nelle toilette che si trovano su via dello Steccuto, fuori della stazione vera e propria, vicino al bar: sono gratuite e tenute bene.
 
 
NOTA:
Le distanze, come ho detto, sono state prese col buon vecchio metodo del conteggio dei passi, che pero' e' un po' approssimativo. Tuttavia non credo che, usando un metro, le misure possano discostarsi di molto da quelli che ho riportato sopra e che vengono dalla somma dei diversi segmenti, in cui ho diviso il percorso (distanza dalla testa del binario all'inizio dello scivolo sul marciapiede, scivolo in discesa, distanza nel sottopassaggio dalla fine dello scivolo all'inizio di quello per l'uscita, scivolo in uscita).
 
Per prenotare il servizio assistenza disabili (limitato all'accompagnamento dei ciechi e a poco d'altro, con l'esclusione del servizio per le carrozzelle) occorre servirsi del numero 199303060, che, come gia' accennato, e' un numero a pagamento.
Queste le tariffe comunicate il 28 ottobre:
da telefono fisso:
scatto alla risposta cent. 6,12
per minuto di conv. cent. 2,64;
 
da cellulare:
scatto alla risposta da cent. 12,40 a cent. 15,49
per minuto di conv. da cent. 24,17 a cent. 48,00.
 
Un'ultima annotazione sull'attendibilita' delle informazioni nella stazione di Firenze Rifredi.
Come gia' accennato, il 3 agosto scorso, a Rifredi, per le prenotazioni l'impiegato mi aveva dato il numero 055/2352533 che e' risultato (e risulta) sempre occupato. Non contenta di avere avuto il numero 199303060 a S.M.N., ho voluto fare una controprova a Rifredi e questa volta l'impiegato allo sportello mi ha fornito altri due numeri, e cioe' lo 055/2356120 e lo 055/2352061, con cui vanamente ho cercato di mettermi in contatto in ore diverse della giornata: ambedue squillano a vuoto.
A questo punto si impone una domanda: possibile che le informazioni che ho avuto io a S.M.N. una settimana fa e oggi per telefono non siano (ancora) in possesso degli impiegati di Firenze Rifredi? La risposta e' -ahime'- fin troppo semplice: si', evidentemente e' possibile!
 
(a cura di Annapaola Laldi)
 
 
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