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Aduc-Osservatorio Firenze. Il Sindaco della città nella bufera. Che fare?
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Comunicato di Vincenzo Donvito
16 gennaio 2020 10:02
 
  Con il nuovo anno sembra che una sorta di maledizione sia arrivata per il sindaco di Firenze, Dario Nardella. Al momento, l’unica reazione è stato sul livello “politichese”, decisamente infelice e, per quanto ci riguarda (praticità), inutile: “Nessuno ci dia lezione di legalità”.
L’elenco di ciò che sta accadendo è lungo. Ne forniamo solo alcune indicazioni, più eclatanti, a partire da fatti tragici anche di questi giorni.
Il giovane disabile morto in seguito ad infarto dopo essere cascato per una buca in piazza Brunelleschi. Sono anni (decenni) che le buche vengono segnalate e gli interventi sono sempre insufficienti, in tutta la città.
I vigilini in combutta coi parcheggiatori abusivi e la Sas (Servizi alla Strada) coinvolta in multe che vengono levate agli amici degli amici.
I pali della tramvia in piazza Stazione. Ancora soldi per farli rimuovere dopo che sono stati installati di recente e nessun provvedimento e cambiamento per chi ha avallato e messo in opera questo scempio.
L’overtourism che ha celebrato l’ennesima sua vittoria durante le ultime feste di fine anno, e il Comune che, mettendosi i lustrini della scelta delle masse umane di visitare Firenze, continua a rimandare (o far finta di interessarsi) le decisioni (complice anche la Regione Toscana) sulle molteplici proposte per regolamentare il problema (a partire dalle continue e articolate sollecitazioni dell’associazione Progetto Firenze).
La continua assenza di un progetto organico di mobilità urbana ciclabile, al di là dell’apertura di piste che servono quasi esclusivamente al turismo ciclabile piuttosto che ad una mobilità alternativa a quella dei mezzi a motore (privati e pubblici).
Etc etc..

Ovviamente, ci sono anche cose positive (come le nuove tramvie e la sistemazione arborea, per esempio). Ma qui non stiamo dando una valutazione all’amministrazione del Sindaco Nardella per cercare di sconfiggerlo alle prossime elezioni (come in genere fanno le opposizioni che, nel nostro caso e a nostro avviso, a parte alcune rimostranze azzeccate, non hanno fatto conoscere un piano alternativo della gestione della città): non siamo un partito politico, ma un’associazione di cittadini che vive e vorrebbe vivere meglio in questa città.

Nel fare questo “elenco”, ci torna in mente, in materia di sicurezza pubblica, un’infelice decisione presa a suo tempo dal Sindaco insieme al Prefetto: i divieti di circolazione per gli umani nelle cosiddette zone rosse. Per fortuna, crediamo di tutti, l’abbiamo bloccata con un ricorso al Tar che ci ha dato ragione su quello che tutti conoscevano ma che, in un delirio di onnipotenza autoritaria e “pragmatica”, avevano dimenticato: le libertà degli individui sono tali fino a sentenza definitiva… questo a significare che ogni decisione per il presunto bene pubblico va sempre presa nel rispetto dei principi basi del nostro patto costituzionale e comunitario.

Il “Che fare” che stimoliamo è un caloroso avviso e una ferma richiesta al Sindaco perché dia più di un segnale di essere in grado di non farsi sopraffare da un infelice andazzo che sembra gli stia prendendo la mano. Logiche della politica? Umani incorreggibili? Equilibri dei vari cosiddetti attori? Equilibri tra tecnica e politica? Tutto è possibile.
Il metodo che indichiamo è quello dell’ascoltare e del fare. Se ci si risponde che è proprio il metodo già in atto… possiamo solo ricordare che c’è più di qualcosa che non funziona.
 
 
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