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Governo. PD e liberalizzazioni: un passo avanti e due indietro
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Comunicato di Primo Mastrantoni
2 luglio 2021 12:35
 
  Liberalizzare i servizi pubblici. Mettere a bando acqua, luce, gas e servizi ambientali (es. rifiuti) con procedure ad evidenza pubblica.
E' la legge sugli appalti, approvata nel 2016, che prevede l'obbligo per i concessionari di esternalizzare l'80% di tutte le attività oggetto della concessione. L'applicazione della legge è stata rinviata più volte, perché erano in vista le elezioni nazionali (2018) o quelle europee (2019). La legge, che deve essere applicata entro il 31 dicembre prossimo, è osteggiata dalle organizzazioni sindacali che temono tagli al personale, anche se, la norma prevede "clausole sociali e per la stabilità del personale e per la salvaguardia delle professionalità." Assoambiente, l'associazione di imprese che gestisce i servizi ambientali sostiene il contrario, prevedendo un aumento del personale e il miglioramento dei servizi.

I concessionari pubblici sono anche i comuni e, in autunno, si svolgeranno le elezioni in grandi città  (Roma, Milano, Napoli, ecc.) a procedura di liberalizzazioni in corso. Apriti cielo! Il partito che sostiene le liberalizzazioni verrà additato come colui che vuole i licenziamenti.
Così, il Pd è sceso al fianco dei sindacati annunciando una modifica della legge. Un particolare interessante da non trascurare: era stato proprio il Pd a varare la norma nel 2016.

Il migioramento dei servizi ai cittadini? Non interessa. Meglio tutelare gli interessi delle corporazioni.
 
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