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 ITALIA - ITALIA - Overtourism. Il Comune di Firenze aderisce all'appello delle città europee
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Notizia 
27 giugno 2019 8:14
 
Con una dichiarazione rilasciata a La Stampa, l’assessora Cecilia del Re, cui competono le deleghe in materia di urbanistica e turismo, ha comunicato l’intenzione del Comune di Firenze di aderire all’appello che le associazioni Progetto Firenze e 25aprile Venezia hanno rivolto ai propri Sindaci.
Un appello, sostenuto da centinaia di cittadini e da molte associazioni, in cui si chiedeva ai Comuni di Firenze e Venezia di associarsi alla richiesta rivolta al Parlamento e Commissione UE da dieci città europee (Amsterdam, Barcellona, Berlino, Bordeaux, Bruxelles, Cracovia, Monaco, Parigi, Valencia e Vienna) di intervenire a sostegno dei loro sforzi di  contenere il dilagare degli affitti brevi.
Esprimiamo quindi il nostro sincero ringraziamento al Sindaco e alla Giunta di Firenze per questa adesione, che porta a dodici il numero delle città europee che chiedono alla UE una risposta a tutela delle città e dello spazio abitativo.
Ci auguriamo che altrettanto pronta risposta giunga ora da Bergamo, e per questo ci associamo all’appello che l’associazione Bergamo Bene Comune ha rivolto al Sindaco  Giorgio Gori e alla sua Giunta.
Ricordiamo che l’iniziativa delle dieci città europee è scaturita in seguito al parere non vincolante espresso dall’avvocato generale della Corte di Giustizia europea per il quale, secondo i regolamenti e le direttive della UE, Airbnb dovrebbe essere considerato un fornitore di informazioni digitali piuttosto che un agente immobiliare tradizionale. Se questo status fosse riconosciuto dalla Corte, le piattaforme online per gli affitti brevi sarebbero sollevate dal dovere di ottemperare alle normative già introdotte, o in corso di introduzione, per regolamentare le locazioni brevi e contenere la gentrificazione turistica di interi quartieri e città.
La questione è quella che gli addetti ai lavori chiamano "legge applicabile": nessuno di noi vuole negare il diritto alle locazioni turistiche, ma la locazione di beni immobili deve conformarsi alle regole del Paese in cui è situato l'immobile. La vicenda ha avuto inizio davanti al Tribunale di Parigi, prima di approdare alla Corte europea di Giustizia su richiesta di Airbnb ma la questione è la stessa anche per le altre piattaforme di intermediazione. Non è solo una questione fiscale, né un appello contro una specifica piattaforma, perché il punto sollevato è la possibilità - per le Autorità competenti - di fare rispettare le regole locali nei confronti di chi vorrebbe ignorarle affermando di essere assoggettato soltanto alle leggi del suo Paese di origine.
Associazione Progetto Firenze
Associazione 25aprille Venezia

 
 
 
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