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Candidato dietro le sbarre. L’ufficio elettorale dell’opposizione turca? La cella di una prigione
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Articolo di Redazione
23 maggio 2018 8:29
 
Nella storia turca ci sono già stati presidenti dello Stato che sono stati rovesciati da colpi di Stato e imprigionati, ma ancora nessun uomo che si sia candidato essendo in prigione. Ora siamo a questo punto.
Selahattin Demirtas, 45 anni e in carcere da un anno e mezzo, è stato presentato candidato per le elezioni presidenziali del 24 giugno. Nel novembre del 2016 era stato imprigionato, con l’accusa di essere membro di un’organizzazione terroristica, insieme al secondo co-presidente e nuovo deputato del suo partito. Il governo Erdogan aveva condotto per parecchio tempo trattative di pace col PKK [Partito dei Lavoratori del Kurdistan], nelle quali Demirtas aveva giocato un ruolo importante. Quando il governo interruppe il negoziato, prese di mira la dirigenza dello HDP [Partito democratico dei popoli], che era accusato di essere l’ala politica del PKK. Demirtas viene da una famiglia priva di mezzi. Quando suo fratello maggiore fu condannato a 22 anni di carcere e la famiglia non poteva permettersi un avvocato, lui decise di studiare legge e diventò avvocato. Nel partito la sua ascesa é stata rapida. Sempre gentile, con la risposta pronta, spiritoso e dotato di capacità di resistenza, ha portato il suo partito in Parlamento e lo ha reso figura chiave dell’aritmetica dell’opposizione. E’ vero che i partiti di opposizione prendono le distanze dallo HDP, ma a Demirtas non mancano le visite in carcere. Ora sta conducendo una campagna elettorale unica nel suo genere attraverso le comunicazioni online.
Qualche tempo fa ha scritto su Twitter che nella sua cella c’é stata una “perquisizione di Twitter”, perché componeva twitt in continuazione, e ha fatto dello spirito: “Nella cella si trovava semplicemente un bollitore per fare il tè, decisero che con esso non si poteva twittare”. La settimana scorsa si é collegato con un ritardo di un paio d’ore con la #Campagna Tamam (“Basta!”) contro Erdogan: “Il bollitore era rotto, e quindi c’eé stato un rallentamento. #Tamam”, e tutta la Turchia é scoppiata a ridere.
In prigione ha scritto racconti che sono già diventati dei bestseller e tra poco compariranno anche in Germania. Demirtas è amato in particolare tra le donne e i giovani. Ma non potrà vincere le elezioni presidenziali. L’opposizione sta sostenendo il giovane politico per sconfiggere Erdogan. Questo lo rende un fattore decisivo nell’orizzonte politico della Turchia.

(articolo di Can Dündar, pubblicato su Die Zeit n. 21/2018 del 19 maggio 2018)
 
 
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