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Referendum costituzionale e non solo. Il secolo buio e quello dei lumi?
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Comunicato di Vincenzo Donvito
30 novembre 2016 9:22
 
  Mi ha colpito una mail ricevuta questa mattina dopo che nella notte tra il 29 e il 30, come ogni settimana, abbiamo spedito la nostra newsletter “Avvertenze” agli associati. Chi ce l’ha inviata ha scritto “Cancellate la mia iscrizione. Faziosi!”. Che e’ la stessa reazione che ho registrato talvolta verso Aduc in altri contesti come, per esempio, i forum di discussione del nostro web, dove ognuno scrive cio’ che vuole e non c’e’ una nostra moderazione, liberta’ che, per difenderla per chiunque, ci e’ costata cause penali e contese giudiziarie di vario tipo. Ovviamente sto parlando di piccoli numeri, considerato che gli associati Aduc ad oggi sono circa 150.000 e che la grande maggioranza di questi sembra gradire il servizio indipendente a sua disposizione.
Noi di Aduc siamo pero' sensibili a cio' che ci viene scritto e detto, e non ci basta fare spallucce quando non riusciamo a comunicare con qualcuno, a maggior ragione se questo qualcuno e' venuto a contatto con il nostro servizio. Quindi ci rileggiamo tutto, approfondiamo, cerchiamo di capire. E nella fattispecie, come anche in passato, il nostro essere giudicati faziosi lo abbiamo rilevato in un nostro diffuso modi di comunicare ed esplicitare le opportunita' e le riduzioni del danno.
In questi giorni, nel nostro Paese e' di strettissima attualita' la campagna referendaria, che vede le due parti (SI' e NO) spesso confrontarsi con toni e argomenti da rissa e delegittimazione, anche se entrambe sostengono di non farlo. Nel nostro piccolo siamo intervenuti per ricordare che, come in ogni contesa elettorale, e a maggior ragione quando si puo' e si deve scegliere su un argomento preciso e non per questo o quell'altro partito (un referendum per l'appunto), e' bene votare di testa: informarsi, capire le ragioni di chi propone le modifiche costituzionali e di chi ritiene che invece nulla andrebbe cambiato. Niente di rivoluzionario, per carita', ma ci e' sembrato che questo andava ribadito, soprattutto dal nostro osservatorio di associazione, che' ogni giorno abbiamo a che fare con la razionalita' e l'irrazionalita' del nostro sistema economico ed amministrativo, aiutando ed invitando chiunque a farsi fare meno male.
Oltre a questo, altro argomento di stringente attualita' su cui siamo fortemente impegnati, anche se mediaticamente meno considerato, e' la cosiddetta globalizzazione ed europeizzazione.
Nel primo caso -globalizzazione- siamo impegnati nell'evidenziare come agli indiscutibili vantaggi economici di un mercato senza confini e con dazi sempre piu' bassi, se si continua ad affidare lo stesso al caso e/o alla trattativa delle multinazionali coi singoli Stati, non e' detto che questi vantaggi possano continuare ed ampliarsi; e per questo occorrono regole, ordinamenti e convenzioni -nonche' democrazia, e non solo economica- stabilite dalla politica.
Nel secondo caso -europeizzazione- siamo impegnati ad informare e spiegare che ad oggi, tutto quello che siamo riusciti ad ottenere, sono solo vantaggi economici e di diritti, e che se qualche volta cio' non sembra (o sembra il contrario) e' proprio perche', anche in questo caso come per la globalizzazione, occorrono migliori regole e piu' democrazia.
C'e' un filo conduttore tra la nostrana campagna elettorale referendaria in corso e la insufficienza di regole e democrazia in sede mondiale ed europea: la disinformazione e la non-informazione, piu' o meno urlata non guardando al di la' del proprio naso e senza pensare ai figli di tutti (nel mondo), che viene veicolata molto facilmente grazie ai sempre maggiori strumenti individuali (Rete in primis). E qui ci siamo inseriti noi, cercando di ricordare e stimolare la ricerca e la curiosita' individuale, mettendo a disposizione noi stessi e i servizi che abbiamo creato. La domanda che ci siamo posti e': secolo buio o dei lumi? La risposta e' ovvia e diamo il nostro contributo. Ognuno e' figlio di se stesso, di cio' che mangia, di cio' che sente, di cio' che vede, di cio' che ascolta, di cio' che sogna e di cio' che pensa. Noi abbiamo bandito una tavola in cui si puo' scegliere cio' che piu' interessa. Ma qualcuno ci giudica, per questo, faziosi. Il lavoro da svolgere e' difficile e siamo solo all'inizio.
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