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Azionisti Banca Valsabbina: si confermano favorevoli agli azionisti gli ultimi pronunciamenti dell’ACF
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Articolo di Roberto Cappiello
2 luglio 2019 15:46
 

Sono passati ormai 4 anni dall’assemblea del 1 aprile 2015 di approvazione del bilancio 2015 che ha visto fissare il prezzo delle azioni della banca a 14 euro. Un brutto colpo per i quasi 40.000 azionisti che si sono visti ridurre di oltre il 20% il valore delle proprie azioni. Purtroppo era solo l’inizio. Oggi le azioni della banca Valsabbina quotano sul mercato Hi-Mtf appena 4,75 euro, ben lontano dai 18 euro a cui ci si era abituati a vederle nonostante le quotazioni di tutti i principali istituti bancari avessero perso quasi il 90% del loro valore nei dieci anni precedenti.
I risparmiatori le ritenevano “sicure” perché come tali gliele avevano proposte, e poi... non calavano quasi mai, andavano sempre su, come se la Banca Valsabbina vivesse un contesto economico completamente diverso da quello delle altre banche, come se fosse immune dai problemi di crediti deteriorati che hanno colpito il settore.
La realtà è quella tipica dei titoli illiquidi che non sono quotati su un mercato regolamentato ma negoziati in contropartita interna dalla banca. Vale a dire un sistema in cui era la banca a stabilire il prezzo delle azioni nel corso dell’assemblea dei soci. Nel caso della Valsabbina a partire dal 2 maggio 2007 era stato introdotto un sistema di scambi organizzati in cui si cercava di agevolare lo scambio delle azioni anche se di fatto gli scambi erano sempre ridottissimi. Naturalmente nemmeno il passaggio nel 2015 alla negoziazione sull’Hi-Mtf è bastato a dare una svolta. Era prevedibile visto che è un sistema multilaterale di negoziazione che fa capo all'Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane, Iccrea, Aletti, Banco Popolare e Banca Sella, destinate a sparire poiché già da anni gli scambi sono rarefatti per la quasi totale assenza di acquirenti e soprattutto per lo scarso intervento del Fondo acquisto azioni proprie della banca.

La buona notizia è che in tutti i pronunciamenti dell’ACF (arbitro per le controversie finanziarie) sul caso, ricorre il tema secondo cui l’intermediario non ha diligentemente assolto agli obblighi su di esso gravanti ai sensi dell’art. 21 del TUF e delle relative norme di attuazione, particolarmente per quanto attiene alle “informazioni, comunicazioni pubblicitarie e promozionali” (artt. 27-28 Regolamento Intermediari) sugli strumenti finanziari” (art. 31, Regolamento Intermediari); obblighi da intendersi specificamente rafforzati laddove si tratti, come nel caso di specie, di prodotti “illiquidi” ai sensi della Comunicazione Consob del 2 marzo 2009 n. 9019104.

Cosa fare per vedere risarcito il danno?
Per prima cosa presentare un reclamo alla banca per non essere stati adeguatamente informati sui rischi potenziali derivanti dalla sottoscrizione di azioni illiquide chiedendo appunto il rimborso dell’intero valore investito. Successivamente, se la risposta della banca è negativa (come è praticamente certo) o non dovesse rispondere entro 60 gg, si procederà con il ricorso all’ACF. Al momento non abbiamo segnalazioni che la banca non si stia ottemperando ai pronunciamenti dell’ACF, ma non si può escludere che decida di non farlo se le richieste cominciano a diventare numerose come nel caso della Banca Popolare i Bari per esempio. In tal caso si dovrà mettere in conto un azione legale preceduta da un tentativo obbligatorio di conciliazione.
 

A differenza del ricorso all'Acf, intentare causa  vuol dire intraprendere un percorso lungo e costoso. Il solo fatto che le azioni siano oggi difficilmente vendibili non attribuisce il diritto al risarcimento, ma occorre verificare caso per caso se la banca ha rispettato la normativa sia al momento del collocamento o della negoziazione, sia in seguito, con particolare riguardo alla disciplina degli strumenti finanziari illiquidi.
Aduc mette quindi a disposizione il proprio team di avvocati esperti in diritto finanziario e di consulenti finanziari indipendenti per valutare le posizioni degli interessati.
Il primo passo è compilare la form disponibile all'indirizzo https://investire.aduc.it/iniziative/firma/id/13
Si verrà poi contattati per approfondire (valutazione che non prevede costi).

 
 
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