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Burqa e niqab... Il sindaco di Amsterdam cita Spinoza per difendere la libertà
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Articolo di Redazione
12 dicembre 2018 11:04
 
Burqa e niqab, il ritorno… In auge nel dibattito pubblico nei Paesi bassi da tredici anni, la questione dovrà essere definitivamente regolamentata da un voto del Senato, a giugno – indossare il velo integrale o quasi-integrale dovrebbe essere vietato nei luoghi pubblici, essenzialmente scuole, trasporti, ospedali, etc. E, per fare una cosa equa e non “criminalizzare”, dovrebbero essere ugualmente vietati cappucci e caschi integrali..
Questione risolta? Lo sarebbe senza considerare Femke Halsema, diventata di recente Sindaco di Amsterdam. Questa molto mediatica deputata, dirigente del partito ecologista GroenLinks, ha spiegato che la prima città del Paese non applicherà certamente la nuova regolamentazione. Poiché lei ha altre priorità in materia di sicurezza pubblica, ma anche perché il principio di un divieto si sposa male con la mentalità di una città tollerante di base, ha detto in sostanza.
Baruch Spinoza, il filosofo olandese di origine portoghese del XVII secolo, è stato richiamato per giustificare il principio di libertà di opinione e di religione che dovrebbe prevalere prima di ogni cosa ad Amsterdam. Una risposta a coloro che ritengono, come un ex-ministro della Giustizia, che questa libertà debba essere limitata quando “l’interesse generale” è in discussione.
Una difficile applicazione della legge
Questo è stato sufficiente ad accendere di nuovo la discussione su una regolamentazione fino ad oggi essenzialmente simbolica, visto che la sua entrata in vigore è prevista per il 2019. Se questa norma continua a scombussolare il regno, questo è dovuto al fatto che è stata ispirata dal deputato di estrema destra Geert Wilders. Battezzata come “legge Wilders”, questa legge è stata dibattuta più volte prima di essere finalmente votata dalla destra in contrapposizione alla sinistra. E prima che uno dei partiti che si era opposto – i centristi-riformatori del D66 – diventasse responsabile dell’approvazione, il ministro dell’Interno è ormai nella mani di Kajsa Ollongen, membro del D66. Costui sembra molto poco motivato ad applicare questa disposizione che, anche se mirerebbe a “assicurare la comunicazione” e a “facilitare l’integrazione” delle donne musulmane, indicherebbe soprattutto il rifiuto della società olandese all’accettare una forma di religiosità troppo “perturbatrice”, così come ha detto il sen. Henk ten Hoeve.
Il Sindaco di Amsterdam non è la sola a dubitare della necessità di focalizzare di nuovo il dibattito su una minoranza – secondo le autorità, da 100 a 400 musulmani al massimo ne sono coinvolti. Sembra, comunque, che il personale dei trasporti, della sanità o dell’educazione, che avrebbero dovuto essere istruiti per l’applicazione della legge, stiano molto discutendo sulla questione.
Le società dei tram, bus e treni hanno lanciato un segnale d’allarme, così come dice il quotidiano AD: ritengono che dopo l’intervento del Sindaco di Amsterdam, nessun controllore o conduttore oserà fermare e sanzionare una donna che porti il velo integrale. E che nessun poliziotto interverrà in merito.

(articolo di Jean-Pierre Stroobants, pubblicato sul quotidiano Le Monde del 12/12/2018)
 
 
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