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Diamanti Idb e Dpi: Aduc pubblica i testi integrali delle sentenze del Tar del Lazio
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Articolo di Marco Solferini
17 novembre 2018 11:27
 
 Le cinque sentenze depositate dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio sui ricorsi presentati dalle società Idb e Dpi, e soprattutto dalle Banche Bpm, Unicredit e Mps confermano in modo lineare e rafforzativo le censure e le critiche che i consumatori hanno correttamente rilevato sin dall'inizio della vicenda, in quello che è ormai da molti soprannominato come lo scandalo dei diamanti da investimento.

In particolare -e saggiamente- il Giudice amministrativo, nel dichiarare infondati tutti i ricorsi, si è mosso su tre distinte e ben condivisibili direzioni.

Innanzitutto ha respinto qualsivoglia critica relativa all'impianto accusatorio così come delineato nelle decisioni assunte il 30 ottobre 2017 dall'Agcm, impianto che si conferma essere stato non solo costruito con metodo e scrupolosità ma altresì aver correttamente interpretato sia i fatti quanto l'applicazione delle norme in esso giustamente contestate relativamente anzitutto al Codice del Consumo.

Dopodiché sono state smentite e smontate le teorizzazioni che, un po' a macchia di leopardo, cercavano di negare le responsabilità delle società e delle banche o di ridurne la loro portata con quello che a tratti sembra un guazzabuglio di ricostruzioni parziali, archetipi poco credibili e artefatti decisamente poco realistici offerti in pasto ai Giudici, che ovviamente non si sono minimamente fatti trarre in inganno alcuno.

Infine c'è la conferma della correttezza dell'operato dell'Agcm, sia per quanto riguarda l'esatta individuazione come pure per ciò che attiene al calcolo delle sanzioni.

Siamo quindi in presenza di una sconfitta totale da parte dei ricorrenti. 

Di più. Da un'attenta lettura delle sentenze emergono rafforzati alcuni particolari principi in diritto. Il che è un chiaro vantaggio per i clienti, che beneficiano di un importante ed ulteriore strumento quale è la sentenza per meglio poter sostenere i propri diritti.

Il tutto a conferma forse del fatto che il Tribunale Amministrativo ha voluto mettere la parola fine a questa prima di tutto inopportuna vicenda dopo una serie di ricorsi i cui contenuti sono stati in parte vissuti come pretestuosi. La sensazione della loro infondatezza fin dalla radice sembra quasi volerli derubricare a meri tentativi.

Vengono quindi non solo rigettate ma soprattutto affossate quelle condotte difensive che paiono voler sparare nel mucchio, quasi nella disorganizzata speranza che qualcosa passi. Il caro, vecchio, modo di concepire il diritto più per la quantità degli addebiti invece che per la qualità delle censure o delle eccezioni che vengono mosse, insomma.

In alcuni casi, addirittura, il Tar Lazio arriva persino a rilevare come siano stati gli stessi ricorrenti a sbagliare clamorosamente l'orientamento difensivo, finendo per attribuirsi o riconoscersi delle responsabilità a causa delle mancate o parziali contestazioni mosse.

Allo stato attuale, quindi, il profilo di responsabilità è ben delineato e pertanto si rappresenta la necessità, per quanti ancora non lo avessero fatto, di predisporre un reclamo ben confezionato, che tenga cioè in debito conto i profili emersi nella decisione Agcm del 30 ottobre 2017 -avuto riguardo anche al fascicolo ispettivo- come pure il contenuto delle attuali Sentenze del Tar. 

Un reclamo che, lo ricordiamo, è un atto complesso il quale definisce il petitum, cioè l'esatto oggetto del contendere e come tale dev'essere ben argomentato, esattamente, in modo scrupoloso. Il reclamo deve essere presentato solo dopo aver ottenuto dalla Banca, se già non si posseggono, i documenti “proposta di acquisto” oppure “ordine d'acquisto”, ed avendo altresì nella propria disponibilità la ricevuta del bonifico di pagamento dei diamanti. Entrambi i documenti sono essenziali, ancor più alla luce delle attuali risultanze, per poter avviare nel modo più efficace il percorso teso ad ottenere l'integrale rifusione di quanto originariamente investito in diamanti (continuo ad utilizzare il termine investimento in quanto emerge con chiarezza che i risparmiatori coinvolti in questa vicenda erano tutti convinti di effettuare proprio un investimento).

I testi integrali delle cinque sentenze sono disponibili nella specifica pagina del nostro web.

Gli interessati all'assistenza di Aduc sulla vicenda dei diamanti Idb e Dpi possono contattarci mediante tutti i nostri canali di comunicazione.
 
 
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