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Firenze. Cambiamo visione: oggi il centro è la periferia morale
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Articolo di Massimo Lensi *
24 aprile 2019 14:45
 
Caro Direttore,
ho molto apprezzato la scelta del Corriere Fiorentino di porre domande ai candidati a sindaco sugli effetti che l’espansione dell’economia turistica ha introdotto a Firenze. L’argomento è centrale, perché è dalla sovra-saturazione turistica che discendono quasi tutte le altre incertezze amministrative: dalla sicurezza (e non dalla “percezione” di sicurezza) al decoro urbano, dal traffico ai servizi di comunità, dalla diversificazione economica ai progetti digitali. Cercherò allora di descrivere il mio punto di vista, quello di una persona che a Firenze risiede da tempo.

E partirò da una soggettiva diagnosi di comunità: a Firenze non si vive bene. La città si è trasformata in una vetrina turistica omologata, la distanza politica tra periferie e centro è marcata, e il centro storico sta subendo una metamorfosi sociale e urbanistica di non poco conto. Oggi, infatti, la periferia morale di Firenze è proprio il suo centro storico, carico come è di incognite notturne, di ristoranti turistici e di movida, ma privo di identità. Firenze è divenuta molto costosa e sta perdendo la sua tradizionale biodiversità economica, mentre l’economia turistica, direttamente o attraverso il suo formidabile indotto, ha assunto il ruolo guida dello sviluppo urbano. Le piattaforme digitali hanno consentito, oltre a tutto il resto, il rapido passaggio temporale dall’economia dei servizi all’economia dell’uso e del consumo. Il problema della casa, aggravato dalla competizione con i facili guadagni degli affitti brevi, è al primo posto delle urgenze sociali. Certo, il turismo crea ricchezza, ma su questo punto occorrerebbe oggi tracciare meglio i flussi di questi guadagni perché se un tempo il turismo è stato un vero ammortizzatore sociale per far fronte alla grande crisi economica, oggi le cose sono molto cambiate, e i rapporti e il peso della distribuzione del reddito non vanno più incontro alla maggioranza dei soggetti sociali centrali per la dinamica urbana: le famiglie. Firenze oggi è una città dell’eccesso, in via di agglomerazione con l’intera area metropolitana e in prima fila sul palcoscenico di questa strana new economy. La nostra urbanistica sociale è ora tutta da rifondare se vogliamo rispondere veramente al diritto a una quotidianità di prossimità in parte ancora ignorata. Dovrebbero essere, in estrema sintesi, i soggetti sociali ad avere titolarità di ascolto, non solo quelli economici.

La complessità del rapporto tra ricchezza e povertà urbane sta alla base dell’attuale modello di sviluppo, una sorta di “governance territoriale” con forti connotati di dispersione sociale e di inadeguatezza programmatica. Una visione obsoleta delle titolarità dei diritti del cittadino, in quanto ancorato a un falso concetto di prosperità delle città globali, dove il Pil territoriale marca la distanza da tutto. Firenze è a un passo da diventare una piccola città globale, e l’assenza di una pragmatica visione prospettica preoccupa e spinge molti ad abbandonarla. Ho vissuto nel passato in numerose città in trasformazione, come nella Budapest dei riti politici di passaggio del 1989, ma l’accelerazione che Firenze sta vivendo introduce logiche politiche nuove tutte da studiare. Mai come oggi la democrazia si gioca nello spazio pubblico, e l’economia turistica tende ad appropriarsene in modo ingordo. Un tempo Firenze era una città considerata naturale meta del turismo, che ne era l’equilibrio economico, “sostenibile” diremmo oggi. Una città che marciava solidale e con orgoglio nella modernità. Quello che ora serve, quindi, è una nuova scienza del capire la città, all’interno della quale l’economia turistica torni ad avere un ruolo importante nella trasformazione, sinergico, però, a un modello di sviluppo capace di garantire a tutti una visione del quotidiano dignitosa e decorosa. Altrimenti l’alternativa è praticare la resilienza di Stenterello, la maschera fiorentina simbolo del sapersi adattare, ma sarebbe una sconfitta per tutti.

* Massimo Lensi - Associazione Progetto Firenze

(pubblicato sul Corriere Fiorentino il 24 aprile 2019)
 
 
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