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Legalizzazione cannabis e inasprimento delle pene. Il gioco delle parti
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Articolo di Vincenzo Donvito
5 marzo 2019 14:41
 
 Ogni volta che qualche disinformato in cerca di notorietà viene fuori con proposte che servono ad inasprire la già ridicola situazione normativa in materia di sostanze stupefacenti illegali, si scatena il coro di pro e contro. Come se fosse stata appena scoperta l’America e tutti, investiti dal proprio divino disegno da comunicare al popolo bue, si sentono autorizzati a farlo con le proprie novelle. Il bello di questa situazione è che non solo il popolo è tutt’altro che bue ma che di queste novelle che presuppongono schiere di informatori spesso pagati dagli stessi dichiaranti, non gliene frega niente a nessuno. E’ il gioco dell’informazione? Sì, se quest’ultima fosse libera… un esempio, se un giornalista Rai non osasse dire le ultime fesserie in materia di droghe del ministro Matteo Salvini, è molto probabile che sarebbe mandato a pulire i cessi o licenziato; la libertà professionale è roba da convegni quando si è all’opposizione non certo quando si è il capo o in grazia di capo.
Queste tese e irriverenti osservazioni fotografano la situazione di un Paese che continua a comprarsi gli spinelli per strada, a spacciarli ovunque incluse le scuole. E, soprattutto, continua ad ostruire le forze dell’ordine alla caccia di delinquentelli disgraziati che campano spacciando, mescolandoli con i grandi criminali che fanno arrivare o fanno transitare migliaia di tonnellate di partite di droghe illegali in combutta con le mafie centro e sudamericane, nonché quelle orientali di varia origine. E siccome di questi sequestri ce ne sono abbastanza (per far numero, non certo per bloccare il fenomeno), puntualmente arrivano i ringraziamenti del ministro in divisa e del suo scudiero al dipartimento delle Politiche antidroga… ma siccome la droga tira in termini mediatici, ecco che anche chi ufficialmente non c’entra nulla si aggiunge con lodi e stralodi a quei poveracci delle forze dell’ordine che rischiano la vita solo per le scellerate politiche di coloro che poi li ringraziano.
Dicevamo che il gioco dell’assurdo vale per tutte le parti, inclusi quelli che, sempre in queste occasioni, si prestano a dichiarazioni per ricordarci quanto sia forcaiolo quel ministro, persone dietro alle quali talvolta ci sono solo organizzazioni che se non ci fosse il disagio e i drammi provocati dal proibizionismo delle droghe, non esisterebbero. Leonardo Sciascia, per far ben capire questa pratica aveva coniato un “professionisti dell’antimafia”, noi ci sentiamo a nostro agio nell’aggiornarlo in “professionisti della legalizzazione delle droghe”…. per cui, giammai che legalizzassero gli spinelli, altrimenti cosa farebbe questa o quella associazione, questa o quell’altra comunità di recupero di tossicodipendenti (laica o religiosa che sia).
Noi, che siamo tra coloro che credono che se ti fosse consentito di spiegare per benino ad ognuno che cosa implicherebbe la legalizzazione e quanto ci costa in denaro e vite umane non farlo oppure continuare in questo macabro gioco delle parti, questo ognuno (a meno che non fosse un ideologo di qualche religione che annebbia le menti più del solito, o qualche disperato che campa sulla illegalità) non potrebbe non darci ragione… salvo poi chiedersi come noi: ma perché non si procede? Facile comprendere che non è questione di destra o sinistra (per semplificare le posizioni politico/culturali), ma di buon senso tra umani che hanno deciso di vivere in un contesto democratico e di diritto, ma difficile farsene una ragione quando, mettendoci anche distrattamente il naso mediatico, si viene a contatto con questo scempio di buon senso.
Sapete come finirà? Come con il Tav!! Cioè nulla. Nel governo c’e’ chi fa la parte di poliziotto buono e poliziotto cattivo per la droga (M5S legalizzatore contro Lega inaspritore, M5S no-Tav contro Lega si-Tav). Un baillame per far credere che ci sia dialettica, discussione, confronto… tanto l’importante che poi tutto resti come deve essere: Tav bloccato, legalizzazione droghe figurati. Con quali vantaggi? Che le parti “dialoganti” continuano a mantenere il potere, mentre i loro oppositori continuano a inveire contro a salve.
 
 
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