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Narcoguerra messicana. Via libera alle Forze Armate
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Articolo di Redazione
16 dicembre 2017 8:42
 
 Il Parlamento messicano ha approvato il 15 dicembre una legge che ufficializza e rende permanente la presenza dei militari nelle strade del Paese con l’intento di combattere la criminalita’ organizzata.
La “legge di sicurezza interna”, mette fine ad un conflitto giuridico di piu’ di dieci anni. Nel 2006, il presidente Felipe Calderon mobilitava l’esercito per affrontare i cartelli della droga nel nord del Paese, spostando di fatto i compiti della polizia, spesso localmente corrotta, ai militari. Le forze armate hanno effettuato queste sostituzioni sulla sicurezza in modo permanente. Si tratta di pattugliamenti, ricerche e arresti di sospetti.
L’offensiva militare del 2006 ha provocato un’ondata di violenza senza precedenti nel Paese, con piu’ di 196.000 omicidi e 30.000 persone scomparse, secondo i dai ufficiali, che alcune ONG ritengono essere molto al di sotto della realta’.
Gli oppositori a queste legge ritengono che la stessa andra’ a militarizzare duramente il Paese, legalizzando dei provvedimenti d’eccezione che hanno contribuito a degradare fortemente la situazione dei diritti umani. L’alto commissariato ONU ai diritti umani e la Commissione interamericana dei diritti umani (CIDH) avevano fatto appello al potere legislativo messicano perche’ respingesse l’approvazione di questa legge.
Gli oppositori sono contrari soprattutto perche’ la legge da’ al presidente il potere di ricorrere all’esercito in casi di grave pericolo per l’integrita’ delle persone o per il funzionamento delle istituzioni. I sostenitori di questa legge sottolineano che l’uso dell’esercito sara’ autorizzato per un periodo di un anno che puo’ anche essere rinnovato, ma solo negli Stati un cui la polizia sara’ venuta meno. Un ricorso davanti alla Corte Suprema sara’ presto presentato.

(da un lancio dell’agenzia France Press – AFP del 15/12/2017)
 
 
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