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I 'pentiti della finanza'... ma solo a pagamento
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Articolo di Anti Patico
29 gennaio 2018 12:58
 

 Un fenomeno esploso negli ultimi tempi nel settore bancario e finanziario, in cui da sempre bazzicano persone che non si creano troppi problemi morali o etici, è quello dei "pentiti" e dei "benefattori".

Tra gli operatori della "beneficenza" ci sono i tanti "centri studi", “dipartimenti” e simili che appaiono come Onlus ma che in realtà servono come appoggio per una rete di venditori di perizie e cause contro le banche. Un fenomeno, quello del business del contenzioso bancariodi cui Aduc si occupa da tempo.
Allo stesso modo operano “ex imprenditori falliti per colpa della banca ed ora traggono la forza per aiutare chi si trova nella loro stessa situazione”.

I "pentiti" sono poi la maggioranza, anche dal punto di vista dell'esposizione mediatica: ex dipendenti e pre-pensionati delle banche, che guadagnavano bonus a non finire e facevano carriera, magari perché erano i migliori a fregare i clienti vendendo loro gestioni patrimoniali, polizze, diamanti, ecc., oppure ex manager di rete di promotori finanziari che hanno "abbandonato delusi" il settore.

Tutti personaggi che sono improvvisamente diventati “paladini” di quegli stessi clienti che fino al giorno prima avevano spennato senza ritegno alcuno e che ora urlano contro il marciume del sistema scrivendo libri ed articoli di giornale, facendosi ospitare in trasmissioni tv e radio, e che tengono convegni come anche blog, pagine social, ecc. per spiegare come sono cattivone le banche. E loro lo sanno, perché ci hanno lavorato!

Tutti questi "pentiti della finanza" hanno in comune una cosa: pubblicizzano a destra e a manca la loro attività di consulenza, di redazione di perizie su prodotti bancari e finanziari, di cause contro le banche su qualsiasi tematica. Attività tutte a pagamento, si intende, dato che quando si tratta di incassare danaro questi personaggi -guarda caso- non sono più "pentiti" e non sono più "benefattori".

A tutte queste persone, Anti Patico desidera domandare: egregio pentito, tutti i soldi che -per tua stessa ammissione- hai rubato ai clienti ai tempi in cui lavoravi in banca prima di "pentirti", li hai restituiti ai clienti truffati o almeno li hai donati in beneficenza? Oppure sono ancora oggi tutte nelle tue tasche?

Oppure -almeno- le persone che ora segui da "pentito", da "deluso dal mondo della finanza"...come mai devono pagarti esattamente come gli altri professionisti del settore, e magari anche di più?
 

 
 
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