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Prima erano i ‘Paradise Papers'. Cio’ che dieci anni di inchieste finanziarie hanno cambiato
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Articolo di Redazione
7 novembre 2017 15:30
 
I “Paradise papers”, rivelati dal quotidiano Le Monde e i suoi partner internazionali, sono l’ultimo, temporalmente, di una lunga serie di scandali finanziari, che hanno ciascuno alzato -a modo loro- una parte del velo nel mondo opaco dei paradisi fiscali, dell’evasione fiscale e del riciclaggio di denaro.

1 – Lo scandalo UBS (2008)
Da dove nasce? Le autorita’ americane, grazie alla testimonianza di un’allerta da parte di Bradley Birkenfield.
Cos’e’ successo? A novembre del 2008, la giustizia americana ha accusato la banca svizzera UBS di avere, tra il 2000 e il 2007, attirato diverse decine di migliaia di investitori americani ricchi per piazzare presso di loro qualcosa come 20 miliardi di dollari (14,7 miliardi di euro). Non solo UBS ha aiutato queste persone a truffare il fisco, ma ha fatto anche sollecitazioni transfrontaliere illegali, perche’ senza licenza e senza dichiarazione fiscale.
Che cosa abbiamo appreso? Che la Svizzera resta un gigantesco paradiso fiscale grazie al quale, protetti dal segreto bancario, numerosi clienti truffatori del fisco del proprio Paese vi aprono dei conti non dichiarati. E che le banche, oltre ad accettare questi clienti, li aiutano attivamente in queste loro azioni.
Quali conseguenze? Nel 2009, UBS ha accettato di pagare 780 milioni di dollari di multa e di trasmettere agli Stati Uniti i nomi di circa 4.450 clienti americani per evitare di essere incriminata e per poter conservare la licenza. Diverse altre banche svizzere hanno accettato di cooperare con le autorita’ americane, incoraggiate da una nuova legge svizzera che permette di non rispettare il secreto bancario.
In Francia, la giustizia si e’ interessata della vicenda nel 2012, ed ha incriminato UBS e la sua filiale francese l’anno successivo per avere collaborato attivamente con dei suoi clienti francesi proponendo loro di aprire dei conti non dichiarati in Svizzera. A luglio del 2015, la giustizia tedesca ha inviato al fisco francese un disco contenente 38,330 conti di clienti francesi. La banca dovrebbe essere chiamata il mese prossimo davanti al tribunale correzionale di Parigi. Dove rischia una bella multa di diversi miliardi di euro, cioe’ la meta’ del montante globale degli importi nascosti.

2 – Gli Offshore Leaks (2013)
Da dove nasce? Il Consorzio internazionale dei giornalisti d’inchiesta (ICIJ) e 36 media internazionali.
Cos’e’ successo? Offshore Leaks ha, per la prima volta, permesso di comprendere con precisione e dall’interno, i meccanismi della finanza offshore e dell’evasione fiscale. L’operazione ha permesso di mettere in evidenza il ruolo cruciale di alcune banche francesi, come BNP Paribas e il Crédit Agricole, in questo sistema. Per andare nei particolari, si e’ appreso che 130 francesi avevano messo degli utili in queste societa’ offshore (principalmente imprenditori e notabili di provincia, ma anche il tesoriere della campagna elettorale di François Hollande, Jean.Jacques Augier).
Quali conseguenze? A livello internazionale, il direttore generale del gruppo austriaco Raiffeisen Bank International (RBI), Herbert Stepic, si e’ dimesso dal consiglio d’amministrazione della sua banca dopo l’annuncio dell’apertura di un’indagine giudiziaria sui suoi investimenti personali nei paradisi fiscali. E un mese dopo queste informazioni, gli Usa, il Regno Unito e l’Australia hanno messo mano su dei dati comparabili con quelli ottenuti dall’ICIJ, che in seguito hanno condiviso con gli altri Paesi. Gli Offshore Leaks hanno giocato un ruolo importante nell’offensiva del G20 e dell’OCSE contro i paradisi fiscali, che mira essenzialmente a generalizzare lo scambio automatico di dati.

3 – I China Leaks (gennaio 2014)
Da dove nasce? L’ICIJ ed una équipe ristretta di media internazionali.
Cos’e’ successo? Si tratta della parte piu’ importante del dossier Offshore Leaks, che era stata messa da parte per trattarla piu’ in la’ nel tempo, in virtu’ della barriera linguistica (e delle variazioni di traduzione quando si passa dai caratteri cinesi all’alfabeto latino), una difficolta’ per analizzare questi documenti.
Cosa abbiamo appreso? L’operazione ha rivelato che piu’ di 20.000 clienti di origine cinese o di Hong Kong erano legati a delle compagnie offshore situate nei paradisi fiscali, tra cui diversi “principi rossi” legati al Partito comunista cinese (come il fratelli del presidente Xi Jinping, il figlio e la figlia del primo ministro Wen Jiabao e alcuni parenti di Deng Xiaoping, Li Peng, Pen Zhen e Hu Jintao).
Con quali conseguenze? Le autorita’ cinesi hanno censurato la maggior parte delle informazioni relative ai “leaks”, bloccando essenzialmente i siti Internet stranieri: le accuse non hanno portato a nessuna incriminazione.

4 – I Luxembourg Leaks (novembre 2014)
Da dove nasce? Grazie a diversi informatori, come Antoine Deltour (ex-impiegato delllo studio di revisione di PricewaterhouseCoopers), e al giornalista francese Edouard Perrin, l’ICIJ e quaranta media partner, rivelando 28.000 pagine di accordi fiscali confidenziali conclusi tra il 2002 e il 2010 tra il fisco lussemburghese e alcune multinazionali (Apple, Amazon, Verizon, AIG, Heinz, Pepsi, Ikea).
Di che si tratta? Non e’ solo evasione fiscale di privati attraverso dei conti bancari, ma ottimizzazione fiscale di 340 grandi multinazionali con la complicita’ delle autorita’ lussemburghesi.
Che cosa abbiamo appreso? Questi tax rulings permettono a queste imprese di derogare al regime fiscale di diritto comune per pagare meno imposte. Questi vengono dalll'ufficio dei revisori e del consiglio di PricewaterhouseCoopers, che li ha redatti e ne ha negoziato i termini con l’amministrazione lussemburghese.
Quali conseguenze? I Luxembourg Leaks hanno reso piu’ fragile il nuovo presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che e’ stato primo ministro del Granducato quando gli accordi sono stati sottoscritti. Juncker e’ riuscito a salvare il suo posto, ma ha dovuto ingaggiare notevoli sforzi di credibilita’ per mostrare la sua volonta’ di cambiamento.
Nuove direttive e legislazioni hanno obbligato le multinazionali a trasmettere delle informazioni dettagliate (giri d’affari, profitti, imposte pagate…) sulle loro attivita’, Paese per Paese, ai sistemi fiscali nazionali.
Per combattere l’evasione fiscale, la Commissione europea è inoltre impegnata a prevenire l'uso abusivo di dispositivi altamente "defiscalizzanti" (prestiti intragruppo, deduzione di interessi, ecc.).
Dopo il 1 gennaio 2017, gli Stati europei hanno anche l’obbligo di trasmettere ai loro vicini, l’insieme dei ruling fiscali che loro stessi hanno accordato.
Gli informatori dei Luxembourg Leaks, Antoine Deltoru e Raphael Halt, sono stati accusati di violazione del segreto bancario e riciclaggio di informazioni rubate, e condannati a marzo del 2017, in appello, a rispettivamente sei mesi di prigione con sospensione e 1.500 euro di ammenda per l’uno e 1.000 per l’altro. Il giornalista Adourad Perrin e’ stato invece assolto.

5 – Swiss Leaks, i listings HSBC (febbraio 2015)
Da dove nasce? Si tratta di documenti rubati da un ex-informatore della HSBC Hervé Falciani, alla banca, e che la Francia ha recuperato.
Di che si tratta? Sul lato francese, si tratta di due listings concordanti, stabilita dal fisco e dalla giustizia a partire dalla base di dati diffusi da Falciani. Essi contenevano circa 3.000 nomi di cittadini francesi che avevano avuto un conto nella banca svizzera HSBC nel 2005-2006. Per il resto del mondo, i dati li’ contenuti erano stati dati su una chiavetta USB da un informatore al quotidiano Le Monde: questi contenevano i nomi di piu’ di 100.000 clienti e di 20.000 societa’ offshore.
Che cosa abbiamo appreso? Alcuni nomi della lista erano in una situazione regolare (come Christian Karembeu e Alain Afflelou, residenti svizzeri), mentre gli altri erano in situazione di illegalita’, come Arlette Ricci, ereditiera della casa di moda Nina Ricci. L’inchiesta francese ha anche messo una certa attenzione sulle pratiche di HSBC, che avrebbe attivamente aiutato i suoi clienti ad evadere le imposte, proponendo loro di costituire essa stessa le loro societa’ offshore, e tentando talvolta di dissuadere dei clienti a regolarizzare la loro situazione. Secondo un resoconto del fisco del 2014, piu’ di 5,7 miliardi di euro sarebbero anche stati nascosti da dei contribuenti francesi, nascosti dietro delle societa’ di comodo che avevano sede a Panama o nelle isole Vergini britanniche.
Quali conseguenze? Arlette Ricci ha ricevuto una condanna a tre ani di prigione due dei quali sospesi e 1 milione di euro di multa per frode fiscale (commutata in tre anni con sospensione e 1 milione di euro di multa in appello a maggio 2017). Nel Regno Unito, i deputati hanno aperto un’inchiesta sulle pratiche di HSBC. In Brasile, dopo l’apertura di un’inchiesta da parte della giustizia, e delle difficolta’ economiche da parte dell’insieme del gruppo, la banca ha finito per chiudere la sua filiale. Negli altri Paesi, la banca alla fine ha negoziato per pagare una multa piuttosto che rischiare un processo, come in Svizzera, dove ha versato 38 milioni di euro, mentre sta cercando di fare altrettanto in Belgio. L’informatore Hervé Falciani e’ stato messo sotto accusa da parte della Svizzera per spionaggio economico. Rifugiato in Spagna, che ha rifiutato di estradarlo dopo che ha collaborato con il fisco spagnolo, poi ritornato in Francia, dove non e’ “estradabile”, e’ stato condannato in contumacia a cinque anni di prigione in Svizzera, alla fine del 2015.
In Francia, l’inchiesta contro HSBC si e’ accelerata: la sua filiale svizzera, HSBC Private Bank, e’ stata accusata di “complicita’ in riciclaggio aggravata di frode fiscale” e “complicita’ in sollecitazione illegale”. Dopo, a novembre 2016, la procura nazionale francese (PNF) ha chiesto il rinvio a giudizio della casa-madre britannica per “riciclaggio aggravato di frode fiscale”. La banca avrebbe cercato di ottenere dalla PNF un accordo giudiziale di pubblico interesse, che le avrebbe permesso di pagare una multa senza passare attraverso un processo.

6 – I “Panama Papers” (aprile 2016)
Da dove nasce? E’ una fonte anonima, si fa chiamare “John Doe”, che ha contattato nel 2015 il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, che in seguito ha chiesto all’ICIJ di condividere e di valutare i diversi documenti. Circa 300 giornalisti di 109 media internazionali, sono stati mobilitati per questa inchiesta.
Di cosa si parla? Gli 11,5 milioni di documenti sui quali si fonda l’inchiesta provengono da uno studio di avvocati panamensi, Mossack Fonseca. Questo studio, specializzato in diritto commerciale e notoriamente con la domiciliazione delle societa’, ha aiutato numerosi privati a creare delle false societa’ nei paradisi fiscali e dei complessi accordi finanziari allo scopo di dissimulare degli averi. Questa e’ la piu’ grande fuga di dati finanziari della storia che sia stata trattata da dei media.
Che cosa abbiamo appreso? Diversi nomi francesi sono comparsi nei Panama Papers. I file di Mossack Fonseca hanno fornito dei dettagli in piu’’ sugli affari di Cahuzac e Guérini, ….. Attraverso dei nomi meno conosciuti, i Panama Papers mostrano come Fréderic Chatilon e Nicolas Crocher hanno montando un circuito complesso di societa’ offshore per far uscire 316.000 euro di una societa’’ prestataria del Front National, D’altra parte, il maggiordomo di Jean-Marie Le Pen, Gérard Gérin, ha riconosciuto di essere il benficiario di una societa’ offshore alle isole Vergini britanniche, che e’ servita per dissimulare 2,2 milioni di euro per conto di Jean-Marie Le Pen.
I Panama Papers hanno messo in luce le azioni di diversi dirigenti internazionali: il primo ministro islandese, Sigmundur David Gunnlaugsson; il presidente argentino Mauricio Macri’; o ancora il primo ministro britannico David Cameron. Vi si trova anche il presidente ucraino Petro Porochenko, o ancora i ricchi amici oligarchi del presidente russo Vladimir Putin.
Altri personaggi pubblici ad apparire nei documenti panamensi, personalita’ del mondo del calcio, come Michel Platini (ex-presidente dell’UEFA), Lionel Messi (giocatore nel FC Barcelona), o ancora diversi patron di squadre francesi, come Waldemar Kita (FC Nantes) o Dmitri Rybolovlev (AS Monaco).
L’inchiesta getta anche un sguardo diretto sul ruolo degli intermediari finanziari, essenzialmente le banche. In Francia, le tre grandi banche francesi (BNP Paribas, Crédit agricole e Societé Générale) erano particolarmente presenti nei file.
Quali conseguenze? A Panama, i fondatori dello studio Mossach Fonseca sono stati incriminati nell’ambito dello scandalo della corruzione Odebrecht, il gruppo di BTB brasiliana, Il primo ministro islandese e’ stato forzato alle dimissioni, ma e’ un’altra figura del suo partito -anch’essa citata nei “Panama Papers”- che e’ attualmente al suo posto. David Cameron e’ stato detronato dallo scandalo del trust offshore di suo padre, ed e stato spazzato via dalla vittoria della Brexit. Il presidente argentino, Mauricio Macri’, ha dovuto far fronte ad un’inchiesta giudiziaria aperta dopo il deposito di una denuncia da parte di un membro dell’opposizione, che ha rilevato delle contraddizioni nelle dichiarazioni sotto giuramento, che riguardavano essenzialmente il valore reale del suo patrimonio.
Oltre alle molteplici manifestazioni della societa’ civile -talvolta molto numerose, come a Malta o in Islanda- in seguito alle rivelazioni dei “Panama Papers”, sono stati attivati almeno centocinquanta indagini o controlli giudiziari e di polizia in seguito alle rivelazioni e alle pressioni popolari, oltre ad altre indagini avviate in seguito.
A seguito delle inchieste e delle perquisizioni delle amministrazioni fiscali, sono state scoperte delle somme importanti: piu’ di 80 milioni di dollari in Colombia, 1 milione in Slovenia e anche 170 Kg di lingotti d’argento in Australia. Le rivelazioni hanno ugualmente fatto perdere circa 135 miliardi di dollari di capitalizzazione borsistica a quattrocento imprese quotate: un impatto considerevole, soprattutto sulle imprese citate direttamente nei “Panama Papers”, mentre delle nuove leggi sono state approvate da diversi Paesi (Nuova Zelanda, Mongolia, Panama, Libano, Irlanda, Germania, …). …..

7 – Dei “leaks” di registri aziendali (maggio 2016 e febbraio 2017)
Da dove nasce? Nel quadro dei Bahamas Leaks, e’ l’ICIJ che fa un’inchiesta, in collaborazione con diverse decine di partner. ……
Di che si tratta? Di registri di societa’ delle Bahamas e di Madera (Portogallo), due centri offshore con una legislazione accomodante. I due registri sono pubblici, ma di difficile accesso. Situazione che permette a dei singoli di aprire delle societa’ senza giurisdizione, con il massimo di discrezione.
Che cosa abbiamo appreso? Neelie Kroes, ex-commissario europeo alla concorrenza, era direttrice di una societa’ offshore alle Bahamas, che non aveva segnalato nella sua dichiarazione dei redditi. Madera e’ stata utilizzata da diverse star del calcio come hub del campionato spagnolo per dissimulare una parte dei loro guadagni al fisco, utilizzando delle societa’ di comodo per gestire i propri diritti all’immagine. Vi si trovano anche delle multinazionali e decine di francesi, tra cui Jerome Valcke, ex-numero due della Fifa che possedeva un battello.
Quali conseguenze? Per Neelie Kroes, la Commissione europea pur avendo stimato che non aveva certamente rispettato il “codice di condotta” dei commissari, non poteva essere incolpata perche’ lei sosteneva di non essere al corrente di avere ancora una responsabilita’ della societa’ offshore incriminata.

8 – I Malta file (maggio 2017)
Da dove nasce? E’ ignoto chi ha lanciato l’allerta, ma sono comunque giunti dei dati alla rivista Spiegel. Il giornale tedesco ha trasmesso i dati all’European Investigative Collaboration, che fa parte di Mediapart.
Di che si tratta? I dati portano su uno studio fiduciario maltese, Credence, nonche’ sull’insieme dei dati pubblicati dal registro delle aziende maltesi. L’inchiesta e’ venuta fuori durante la presidenza di turno di Malta all’Ue.
Di che si parla? Malta tassa le societa’ di stranieri ad un livello del 5%, Vi si trovano quindi molte societa’ che approfittano della disponibilita’ fiscale dell’isola. Numerose societa’ francesi sono citate nell’inchiesta, ma i principali clienti dell’isola sono italiani: 15% delle societa’ sono italiane e Malta serviva da hub per il riciclaggio della mafia. Vi si trovano anche dei “leaks” di numerosi potenti e personalita’ pubbliche, o di loro familiari, come il genero del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. L’isola e’ molto utilizzata per gli sconti fiscali che offre sugli yacht.
Quali conseguenze? Il primo ministro dell’isola, Joseph Muscat (la cui moglie era citata nei “Panama Papers”), ha giurato che Malta non era un paradiso fiscale. “Affermare che esistono delle societa’ offshore a Malta, non e’ corretto … Io sostengo che noi abbiamo un sistema competitivo”. Le autorita’ maltesi hanno assicurato che “il sistema legale e fiscale maltese era tale prima dell’adesione dell’isola all’Ue”, nel 2004.

(articolo di Jérémie Baruch, Maxime Vaudano e Mathilde Damgé, pubblicato sul quotidiano Le Monde del 06/11/2017)
 
 
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