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Tribunale Monsanto. Cosa e' stato detto
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Articolo di Redazione
17 ottobre 2016 10:55
 
 Cosa hanno in comune un apicultore messicano, un contadino del Bangladesh e degli agricoltori francesi, argentini o del Burkina Faso? Tutti hanno testimoniato, durante i due giorni di audizioni del Tribunale Monsanto, a L'Aja, sabato 15 e domenica 16 ottobre, sui fatti di cui la compagnia americana di biotecnologia agricola sarebbe responsabile. OGM, pesticidi tra cui il glisofato, monopolio sulle semenze, raccolti rovinati, animali avvelenati, bambini malati... le responsabilita' a ripetizione contro il gigante americano sono state pesanti.
In questa maratona di testimonianze di vittime ed esperti, scienziati, persone di Diritto, tossicologi, veterinari... i cinque giudici, tra cui il presidente belga di questo tribunale internazionale, Françoise Tulkens, dovranno emettere un parere entro il prossimo 10 dicembre, giornata internazionale dei diritti dell'uomo.
“Noi non pronunceremo un giudizio. Daremo un parere consultivo. Piu' precisamente, verificheremo se le attivita' della Monsanto sono conformi con le regole del diritto cosi' come sono stabilite negli strumenti giuridici essenzialmente dell'ONU -ha precisato al quotidiano Le Monde Françoise Tulkens, che e' stata per quattordici anni giudice alla Corte europea dei diritti dell'uomo. E' un tribunale pedagogico, che spero avra' un'influenza sul diritto internazionale dei diritti dell'uomo e permettera' di indennizzare le vittime”.
Se Monsanto non e' condannata in anticipo, anche perche' l'azienda ha respinto tutte le accuse in una lettera aperta, le testimonianze de L'Aja costituiscono almeno un violento carico. E lasciano un po' di suspens sul parere che emetteranno i giudici.
“Diserbante biodegradabile”
Sabine Grataloup mostra ai giudici, uno dopo l'altro, le foto del suo Theo. Il giovane ragazzo, che oggi ha nove anni, e' nato con una grave malformazione dell'esofago e della laringe. “Ha dovuto avere una tracheotomia alla nascita, cinquanta anestesie generali, ha passato i primi sei mesi della vita in rianimazione, racconta questa madre di 45 anni, che vive nell'Isére. Durante sette anni, lo abbiamo svegliato ogni 45 minuti per fargli delle aspirazioni perche' non si strozzasse”.
Durante lunghi minuti, Sabine Grataloup racconta il calvario per il proprio figlio, che respira sempre con una tracheotomia: ”non puo' bagnarsi se non con l'acqua al di sopra del livello del collo”; “io mi occupo di cavalli ed ho erorato del diserbante in un campo di equitazione, di piu' di 700 mq, io ero all'inizio di una gravidanza ma lo ignoravo ancora. La formazione della laringe comincia dalla quarta settimana di gravidanza. Io avevo dato fiducia alla pubblicita' che vantava il glisofato come “il primo diserbante biodegradabile”, un prodotto che ho quindi scelto in virtu' della sua innocuita'”, spiega ai giudici la signora.
A seguire, Maria Ruiz Robledo, di Baigorrita, piccolo borgo di 1900 abitanti nella provincia di Buenos Aires, Argentina, evoca questa stessa malattia, l'atresia dell'esofago, della sua piccola Martina. Sentita dal suo medico, che aveva constato altri casi su dei bimbi, su una eventuale esposizione a dei prodotti tossici, Maria si e' ricordata dei prodotti chimici, erbicidi, utilizzati vicino a casa sua.
Durante i due giorni di audizioni, i coltivatori di cotone, caffe', cereali, venuti dai cinque Continenti, hanno portato le loro testimonianze. Un apicultore messicano, Feliciano Ucan Poot, narra come il glisofato ha ucciso le sue api e racconta anche le difficolta' per far riconoscere le sue ragioni davanti alla giustizia nazionale.
"Portata morale importante"
Ousman Tiendrebeogo, agricoltore di 68 anni del Burkina Faso, accusa gi OGM, con il cotone BT, proposto da Monsanto e imposto dalle autorita' locali. “Coloro che hanno piantato questo cotone sono stati intrappolati, e non potevano venirne fuori, perche' dovevano rimborsare i soldi che erano loro serviti per far fronte ad una produzione in caduta libera. Questo cotone non era il punto. I veterinari non sapevano perche' le bestie, abituate a brucare i resti del raccolto, erano malate, racconta Ousman Tiendrebeogo, responsabile anche del sindacato nazionale dei lavoratori del settore agropastorale. Le donne che provvedevano al raccolto, anch'esse cadevano malate, soprattutto quelle incinte, e avevano problemi di allattamento”.
Per Jean-Paul Siketi, della Coalizione per la protezione del patrimonio genetico africano, basata in Costa d'Avorio, “questo processo contro Monsanto ha una portata morale importante”. “Lui' e li' per dire che che non puo' fare cio' che vuole con l'ambiente contadino e la societa' civile”.
Per Corine Lepage, l'avvocato francese e presidente del partito ecologista Cap21, “questo tribunale e' virtuale, ma il diritto che sara' applicato e' ben reale”. “Il parere che daranno i giudici permettera' alle vittime di disporre di una decisione comunque presa da magistrati e sulla quale potranno far riferimento per difendersi”.
“Immensa debolezza del diritto internazionale”
Domenica pomeriggio, nell'ultima sessione del Tribunale Monsanto, diversi avvocati si sono impegnati nel dimostrare come le azioni dell'azienda americana derogano alle regole gia' esistenti, sul diritto alla salute, il rispetto dei diritti umani, la sanita', i diritti sociali, il diritto all'informazione.... “Monsanto si e' impegnata sui suoi principi, ed e' contro questo impegno che si puo' caratterizzare la sua responsabilita'”, ha detto l'avvocato francese William Bourdon. “C'e' un'immensa debolezza del diritto internazionale che riguarda le convenzioni siglate con entusiasmo dai Paesi, senza che questo si traduca in normative nell'ambito del diritto nazionale”, ha denunciato davanti ai giudici.
Questo incontro giudiziario, questo vero-falso processo, annunciato nel clima dell'incontro di Parigi COP21 di dicembre scorso, modifichera' la considerazione di questi crimini contro l'ambiente e la salute delle popolazioni? E' uno degli obiettivi che sono stati posti, l'integrazione dell'ecocidio come crimine contro l'umanita'.
…...
(da un articolo di Rémi Barroux. Pubblicato sul quotidiano Le Monde del 17/10/2016) 
 
 
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