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 U.E. - U.E. - Ambiente: consumatori europei più sensibili
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Notizia 
23 novembre 2020 11:26
 
Da un'indagine di GfK emerge che è in aumento la preferenza verso acquisti di prodotti o servizi con valenze sostenibili e in famiglia sono i figli a premere per adottare questi comportamenti di consumo. Una notizia buona per l’ambiente, fondamentale per produttori e retailer.
Se ci fosse ancora qualche riserva sul fatto che ‘sostenibilità’ non è solo una parola ma corrisponde a una concreta - e necessaria - via di sviluppo, alcuni dati scioglieranno le ultime resistenze. Sono in crescita, infatti, i consumatori attenti alla sostenibilità dei prodotti che  comprano, una preferenza accelerata certo dalla pandemia e tuttavia destinata a prendere piede. Lo conferma GfK, con la ricerca #whoCareWhoDoes sulla sostenibilità e le preoccupazioni ambientali dei consumatori europei.
Secondo quanto emerge dall’indagine, un numero crescente di consumatori sta modificando i propri comportamenti d’acquisto: a livello europeo, una famiglia su tre (35%) ha smesso di acquistare determinati prodotti e/o servizi a causa del loro impatto negativo sull'ambiente o sulla società, in Italia si arriva al 36%. Sempre nel nostro Paese, il 30% dei consumatori dichiara di evitare i prodotti con imballaggi di plastica, in presenza di un’alternativa sostenibile, mentre oltre la metà delle famiglie si aspetta che le aziende mettano a disposizione confezioni in materiali riciclabili al 100%, realizzati con materiali alternativi alla plastica o in plastica biodegradabile. Gli italiani sono sensibili anche al tema del riciclo: dalla ricerca GfK emerge però che per il 58% delle famiglie è ancora poco chiaro cosa succede ai prodotti quando vengono riciclati. In ogni caso, sostenibilità e salvaguardia del pianeta sono argomenti sempre più nel mirino del consumatore italiano: il 62% preferisce comprare prodotti da aziende che dimostrano attenzione all’ambiente. E c’è un altro dato che nessun operatore del mercato può ignorare: in famiglia, nella classifica degli influencer, al primo posto ci sono i giovani figli, i consumatori di domani.
Gli influencer delle famiglie
Nel 2019 sembrava che le tematiche green fossero importanti soprattutto per i più giovani, attivi a livello globale nel movimento ‘Fridays for Future’. Oggi questa attenzione è aumentata e comincia ad affermarsi sul mercato. Anche per le pressioni dei giovani che indirizzano i consumi delle famiglie verso consumi più sostenibili. Lo dimostrano i dati dello studio GfK: in Europa i responsabili degli acquisti familiari vengono influenzati principalmente dai figli (45%), seguiti dagli amici (42%), dal coniuge (37%) e dai genitori (19%). Le opinioni dei membri più giovani delle famiglie contano di più di quelle dei politici (14%), dei media (13%) e delle celebrità (9%).
I produttori possono fare la differenza
La ricerca GfK evidenzia anche che i consumatori sono sempre più convinti degli effetti positivi sull’ambiente dei loro comportamenti di acquisto e, per il 40% degli intervistati, sono soprattutto i produttori di beni e servizi a poter fare la differenza nel ridurre l’impatto ambientale, seguiti dai governi con il 35%. L’inquinamento da plastica è ai primi posti della nuova sensibilità di consumo: in Europa, 3 famiglie su 10 preferiscono evitare di acquistare prodotti con un imballaggio in plastica. In percentuale, i consumatori attenti a questo aspetto variano da Paese a Paese, ma ovunque risulta in crescita il segmento dei consumatori Eco Active, cioè di coloro che si sentono responsabili in prima persona e stanno modificando i propri comportamenti di acquisto. A livello europeo questo segmento arriva a pesare il 24%, la Germania vanta il maggior numero di consumatori Eco Active (38%); seguono l'Irlanda, la Slovacchia (25%), la Spagna (24%), l’Italia e la Gran Bretagna (entrambe 23%). Un altro gruppo molto rilevante è quello dei consumatori Eco Considerer (43% del totale a livello europeo) di coloro, cioè, che si dichiarano preoccupati per i rifiuti in plastica e che modificano di tanto in tanto i propri comportamenti, ma che ritengono importante soprattutto un’azione più incisiva da parte delle aziende e dei governi. Insomma, la maggioranza dei consumatori ha gli occhi puntati su quello che acquista, sulle caratteristiche del prodotto, della filiera, ma anche del produttore.
(da Bianco&Bruno)
 
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